JPMorgan Chase mette sul tavolo una scommessa da centinaia di milioni di dollari per trasformare le Olimpiadi in una piattaforma globale di business. La banca americana sarà il primo global banking partner dei Giochi olimpici, con una partnership che debutterà a Los Angeles nel 2028 e si estenderà anche alle Olimpiadi e Paralimpiadi delle Alpi francesi del 2030.
I termini economici dell’intesa non sono stati resi pubblici, ma accordi di questo livello nell’ambito del programma di sponsorizzazione olimpica sono stimati in oltre 200 milioni di dollari per ciclo quadriennale. Per JPMorgan non si tratta però soltanto di una grande operazione di marketing: la banca vuole trasformare la presenza ai Giochi in un’occasione concreta per conquistare clienti, rafforzare i rapporti con le imprese e aumentare la propria visibilità internazionale.
La partnership porta JPMorgan nel livello più alto della sponsorizzazione olimpica, il programma The Olympic Partners (Top), che garantisce agli sponsor diritti di marketing esclusivi a livello globale.
L’accordo arriva in una fase di rinnovamento per il modello commerciale dei Giochi. Negli ultimi anni alcuni grandi sponsor storici hanno lasciato il programma Top, tra cui Panasonic, Toyota e Bridgestone. Gli organizzatori stanno quindi cercando di rendere l’offerta più attrattiva per i grandi gruppi internazionali.
John Slusher, amministratore delegato di U.S. Olympic and Paralympic Properties ed ex dirigente Nike, ha definito JPMorgan «uno dei partner più importanti» per l’organizzazione.
La strategia punta anche a concentrare in un’unica piattaforma i diritti commerciali relativi alle Olimpiadi di Los Angeles, a Team Usa e alle Paralimpiadi. Per le aziende significa poter costruire una presenza commerciale più ampia attraverso un solo accordo.
La vera partita, per JPMorgan, si giocherà anche fuori dagli stadi. Gli organizzatori stanno sperimentando nuove formule commerciali per estendere la durata e la portata della sponsorizzazione.
Tra queste c’è una staffetta della torcia lunga 100 giorni attraverso tutti i 50 Stati americani, oltre alla possibilità di associare i nomi degli sponsor a numerosi impianti.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la necessità di aumentare i ricavi e quella di non trasformare i Giochi in un evento eccessivamente commerciale. Maggiori entrate, però, consentono di finanziare un’organizzazione più ambiziosa e una manifestazione di maggiore portata.
Per JPMorgan, Los Angeles rappresenta soprattutto un’opportunità commerciale sul mercato domestico. La banca ha già 5 milioni di clienti nel consumer banking e 589 mila clienti tra le piccole imprese nell’area di Los Angeles.
E proprio le piccole e medie imprese sono uno dei target dell’operazione. La banca ha annunciato l’assunzione di oltre 100 nuovi business banker in California meridionale, con un incremento del 30%, collegando esplicitamente il rafforzamento della rete alla presenza dei Giochi.
L’obiettivo è aiutare le imprese locali a intercettare il giro d’affari generato dall’evento: turismo, servizi, ristorazione, infrastrutture, hospitality e filiera legata all’organizzazione olimpica.
Per JPMorgan, quindi, l’Olimpiade diventa anche una porta d’accesso all’economia reale che si sviluppa intorno a un grande evento globale.
L’operazione si inserisce in una strategia più ampia della banca nel settore dello sport. JPMorgan è già presente in importanti asset sportivi americani e sponsorizza da anni gli US Open di tennis a New York.
Di recente ha inoltre siglato un accordo multimilionario con il programma sportivo della Ohio State University e ha rafforzato il proprio impegno sul fronte della gestione patrimoniale degli atleti.
All’inizio del 2026 la banca ha infatti creato un Athlete Council con campioni come Tom Brady e Alex Morgan, con l’obiettivo di sviluppare iniziative dedicate all’educazione finanziaria e alla gestione della ricchezza nel mondo dello sport.
Per JPMorgan il ritorno dell’investimento non sarà misurato soltanto in termini di visibilità del marchio. La banca intende valutare l’operazione attraverso diversi indicatori: forza del brand, coinvolgimento di clienti e imprese, acquisizione di nuovi clienti e orgoglio dei dipendenti.
È questo il punto centrale della scommessa. I Giochi offrono una vetrina globale, ma JPMorgan vuole trasformarla in una piattaforma commerciale capace di generare relazioni di lungo periodo.
La dimensione internazionale dell’evento è infatti uno degli elementi che ha convinto maggiormente la banca. Poche sponsorizzazioni, secondo la chief marketing officer Carla Hassan, possono offrire una portata geografica paragonabile a quella dei Giochi olimpici e paralimpici.
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