Il ceo di Jp Morgan Jamie Dimon è pessimista sulla tenuta del sistema bancario americano dopo la crisi di Svb. Il banchiere si è rivolto agli azionisti del gruppo di Wall Street con la tradizionale lettera annuale che, in 43 pagine, fa il punto sui principali trend di mercato del momento.
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«La crisi attuale non è ancora finita, e anche quando sarà alle nostre spalle, ci saranno ripercussioni per gli anni a venire», scrive Dimon. «Ma soprattutto, gli eventi recenti non sono affatto paragonabili a quelli verificatisi durante la crisi finanziaria globale del 2008». Il riferimento del banchiere è ai forti scossoni che hanno colpito il sistema finanziario Usa dopo il crollo della Silicon Valley Bank lo scorso 10 marzo.
Dimon è stato duro verso l'autorità di Vigilanza, ritenuta da molti osservatori tra i principali responsabili dei recenti dissesti. «Con il recente rapido rialzo dei tassi di interesse l’attenzione si è concentrata sul potenziale rapido deterioramento del fair value dei portafogli Held To Maturity (HTM). Ironia della sorte, le banche sono state incentivate a detenere titoli di stato molto sicuri perché considerati altamente liquidi dalle autorità di regolamentazione e con requisiti patrimoniali molto bassi. Peggio ancora, gli stress test basati sullo scenario ideato dal Federal Reserve Board non hanno mai incorporato tassi di interesse a livelli più alti. Questo non è per assolvere la gestione della banca, è solo per chiarire che questo non è stato il momento migliore per molti giocatori», ha spiegato il banchiere.
Passando al contesto macroeconomico, «le probabilità di recessione del mercato sono aumentate», ha scritto Dimon. «E sebbene non si tratti di una situazione simile a quella del 2008, non è chiaro quando la crisi attuale finirà. Ha provocato molto nervosismo nel mercato e chiaramente causerà un irrigidimento delle condizioni finanziarie, in quanto le banche e gli altri banche diventeranno più prudenti». Tuttavia, non è chiaro se le perturbazioni rallenteranno la spesa dei consumatori, che è il motore dell'economia statunitense, ha scritto Dimon.