
Con una potenza massima nominale di ben 270 Watt, Authentics 500 di Jbl si presenta come lo speaker adatto per riprodurre la musica ad alto volume in luoghi aperti di medio-grandi dimensioni, oltre che per taverne e altri spazi interni molto ampi. Le stesse dimensioni, con una larghezza di 44 centimetri e un’altezza di 24 con peso di ben 7,8 chilogrammi, non ne fanno certo uno speaker portatile, e anche il prezzo di 629 euro lo colloca nella fascia alta del mercato. Jbl ha scelto un design decisamente retrò per Authentics 500, che ne esalta le dimensioni massicce e la forma squadrata: il corpo dello speaker è infatti rivestito con in similpelle nera mentre la griglia frontale, removibile, si presenta con un materiale poroso con elementi quadrati sporgenti che ricorda gli storici altoparlanti del brand negli anni Settanta. Sul lato superiore sono presenti i comandi, di tipo fisico con manopole circolari in linea con lo stile retrò, ma non particolarmente funzionali se non per la regolazione del volume. La manopola principale, infatti, è di tipo multifunzione e, oltre a regolare il volume, può essere premuta uno o più volte per gestire il passaggio ai brani successivi o precedenti di una playlist, sistema che non si è però rivelato particolarmente comodo o intuitivo nell’uso quotidiano. La parte posteriore vede invece alle estremità due grosse prese circolari per ottimizzare la resa degli altoparlanti, che impedisce quindi di posizionare Authentics 500 in una nicchia in un mobile o, in generale, attaccato a una parete. Al centro della parte posteriore è invece presente il connettore per il collegamento alla rete elettrica, una presa audio standard per jack da 3,5 millimetri che consente così di collegarlo facilmente a una sorgente sonora tradizionale, una presa Usb-C non utilizzabile però per il collegamento a lettori digitali e una presa Ethernet per il collegamento cablato alla rete, che nel corso della prova si è rivelata utile considerate le difficoltà di collegamento a una rete Wi-Fi composta da più punti di accesso.
Oltre al collegamento via cavo, Authentics 500 dispone di una scheda Wi-Fi e una Bluetooth per connettersi senza fili a smartphone, tablet e altri dispositivi, oltre che accedere direttamente a Internet tramite la rete domestica per riprodurre musica in streaming su diversi servizi di streaming. L’installazione e la configurazione di rete avvengono tramite l’app per smartphone Jbl One, che si è però rivelata piuttosto scarna e con qualche problema nell’agganciare reti Wi-Fi composte da più access point, decisamente meno intuitiva e ricca di funzionalità rispetto a quella di Sonos, punti di riferimento per la musica in streaming e temibile competitor dell’Authentics 500 con l’ottimo Era 300 (leggi la recensione). L’app consente di gestire direttamente la riproduzione tramite il proprio account di Amazon Music, mentre la riproduzione tramite Spotify e Apple Music, come per Tidal, avviene tramite le rispettive app scegliendo Authentics 500 come speaker.

Lo schema acustico scelto da Jbl per Authentics 500 prevede tre altoparlanti midrange in posizione frontale e tre tweeter, due dei quali obliqui e rivolti verso i lati dello speaker. La riproduzione dei suoni bassi è invece affidata a un grande woofer da 6,25 pollici collocato nella parte inferiore dell’Authentics 500, senza protezioni e anzi a bordo del telaio. Una collocazione che ha mostrato dei limiti con la riproduzione ad alto volume, dal momento che la potenza esuberante dello speaker porta il woofer ad estendersi al punto da toccare la superficie su cui è appoggiato Authentics 500, e causando così una fastidiosa distorsione. Per via della potenza davvero elevata dello speaker questo problema di presenta però a livelli di volume davvero incompatibili con la riproduzione in ambienti chiusi e con brani che esaltano le frequenze basse. Sino al volume medio, Authentics 500 si è mostrato invece capace di riprodurre bassi pieni e potenti, quasi a livello di subwoofer, e un’ottima fedeltà delle frequenze medio-alte e in particolare quelle tipiche della voce umana. Nonostante l’orientamento verso i lati di due dei tre tweeter l’immagine stereo non è apparsa soddisfacente, e ancora meno l’audio posizionale con lo standard Dolby Atmos, complice anche la mancanza di almeno un altoparlante rivolto verso l’alto. Nessun problema invece per l’uso di Authentics 500 come smart speaker con gli assistenti digitali come Alexa di Google, che può essere configurata tramite l’app e sfruttata tramite due microfoni posti sul lato superiore dietro i comandi, a patto che il volume di riproduzione non sia troppo alto. (riproduzione riservata)