Una software house per Ivision Tech. Si tratta di Sharbie, finora controllata del gruppo Estrima, specializzato in piccoli veicoli elettrici e tecnologie per la mobilità. La società passa al gruppo di Stefano Fulchir per 140 mila euro, corrispettivo che Ivision Tech pagherà entro metà 2028. La cessione di Sharbie è l’ultima di una serie di operazioni finanziarie che nell’ultimo anno hanno coinvolto le due aziende, entrambe quotate in borsa a Milano.
Ivision Tech è nota per i suoi smart glasses, tra cui il modello indossato dal presidente francese Emmanuel Macron all’ultimo World Economic Forum di Davos. L’acquisizione di Sharbie dovrebbe quindi rafforzare il gruppo sul fronte delle tecnologie integrate e del posizionamento nel mercato B2B.
Per Sharbie, che al 31 dicembre scorso aveva un team composto da una decina di professionisti, il nuovo corso implicherà invece un cambio di campo: dal settore automotive, dove sviluppa software per la gestione dei veicoli e l’assistenza tecnica, agli smart glasses. La nuova sfida sarà quindi rendere gli occhiali intelligenti di Ivision Tech strumenti adatti ad applicazioni verticali eterogenee.
Nel 2025 Sharbie ha ottenuto ricavi per 1,5 milioni di euro, un ebitda di 90 mila euro e un utile netto di circa 70 mila euro. Lo scorso anno questa business unit pesava per il 5,4% del fatturato totale di Estrima, secondo i calcoli di Cfo Sim, e rappresentava «una partecipazione non strategica» per il gruppo, come si legge in una nota. Ivision Tech invece ha ottenuto ricavi per 15,55 milioni, in crescita dell’1,2% nel 2025, con un utile di 34 mila euro.
L’operazione arriva in una fase di riorganizzazione per Estrima, reduce da anni di crisi. Il bilancio 2025 si è chiuso con un valore della produzione di 25,5 milioni e una perdita di 2,45 milioni che segue gli ammanchi del 2024 (2,1 milioni) e del 2023 (11,9 milioni).
Dopo la dismissione di Sharbie restano in capo al gruppo le altre due controllate, Brieda e Birò, sulle quali si basa la strategia di rilancio impostata nei mesi passati. A febbraio la società ha presentato in particolare il nuovo quadriciclo elettrico Birò, contando sul supporto dell’Ecobonus 2026 per sostenere la domanda.
La società è passata di recente da una procedura di composizione negoziata della crisi, archiviata lo scorso anno grazie alla padovana Zetronic, il cui azionista di riferimento è proprio Ivision Tech. Zetronic aveva infatti rilevato il 52% di Estrima. La quota è stata poi limata in autunno, quando Zetronic è scesa al 24% vendendo il 28% ad Andrea Zucchelli, ora primo socio di Estrima. Il 10% è in mano a Matteo Maestri (fondatore di Estrima Birò), mentre un altro 7,7% è detenuto da Sdp Finanziaria (Ermes Fornasier). (riproduzione riservata)