Cresce il popolo delle partite Iva in Italia. Nel 2022, dicono gli ultimi dati del Dipartimento delle Finanze del Mef, le persone fisiche titolari di partite Iva sono circa 3,8 milioni, in crescita di un punto e mezzo percentuale rispetto all’anno precedente.
Entrando nel dettaglio, la metà (49,2%) è costituita da contribuenti in regimi fiscali agevolati con in testa il forfetario, che raccoglie circa 1,8 milioni di partite Iva (+4,4% sul 2021). Il restante 50,8% è invece così suddiviso: imprenditori (30,4%), autonomi (14,3%) e agricoltori (6%). Tenuto conto anche delle più contenute strutture produttive, spiega il dipartimento delle Finanze, i titolari di partita Iva aderenti ai regimi agevolati dichiarano il 29,2% dei redditi, gli imprenditori il 35,5% e gli autonomi il 34,9%.
Secondo la classificazione dei contribuenti in base al reddito prevalente, dei 42 milioni di contribuenti Irpef l’85,2% detiene soprattutto reddito da lavoro dipendente o pensione, e solo il 6,5% ha un reddito prevalente legato ad attività d’impresa o lavoro autonomo, compreso quello forfetario e di vantaggio.
Sul fronte degli Indici sintetici di affidabilità fiscale, invece, nel 2022 i soggetti interessati da Isa sono aumentati del 13% su base annua coinvolgendo 2,73 milioni di persone: platea composta per lo più da persone fisiche (53%), seguite da società di capitali ed enti non commerciali (29%) e società di persone (18%). I ricavi e compensi medi dichiarati nell’anno in esame crescono qui del 3,19%, mentre per il settore dei servizi l’incremento si fa più significativo e si porta al +8,05%.
In aumento anche il valore aggiunto, salito in media del 2,01% rispetto al periodo d’imposta precedente, così come il reddito medio da impresa o da lavoro autonomo, con un più contenuto +1,25%. Il numero di contribuenti con Isa pari almeno a 8 in una scala da 1 a 10 ammonta nel 2022 al 44,1% del totale, in calo di mezzo punto percentuale rispetto al 2021: per questi soggetti è previsto un regime premiale crescente. (riproduzione riservata)