Nel primo trimestre dell’anno il numero di occupati in Italia raggiunge quota 24 milioni e 207mila unità, in aumento di 67mila rispetto al trimestre precedente (+0,3%). Lo rileva l’Istat, sottolineando un andamento complessivamente positivo del mercato del lavoro.
La crescita riguarda soprattutto gli indipendenti, in aumento di 72mila unità (+1,4%), mentre tra i dipendenti si registra una dinamica più contrastata: +9mila i contratti a termine, ma -13mila quelli a tempo indeterminato.
Nel periodo considerato il numero di persone in cerca di lavoro diminuisce di 110mila unità (-7,6% su base trimestrale). Parallelamente, si registra un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che crescono di 44mila unità (+0,4%).
Il tasso di disoccupazione scende così al 5,3% al netto della stagionalità, con una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Il dato più rilevante riguarda il tasso di occupazione, che sale al 62,7% (+0,2 punti), raggiungendo il livello più alto dall’inizio delle serie storiche trimestrali Istat, avviate nel 2004.
Secondo l’Istituto di statistica, si tratta di un risultato che conferma il rafforzamento del mercato del lavoro, pur in presenza di segnali contrastanti sul fronte della partecipazione.
Nonostante il miglioramento degli indicatori principali, cresce il tasso di inattività, che si attesta al 33,7% (+0,1 punti). Il dato riflette un aumento delle persone che non lavorano e non cercano attivamente un impiego.
Su base annua, la dinamica resta comunque positiva per l’occupazione (+50mila unità, +0,2%), mentre diminuiscono sensibilmente i disoccupati (-394mila, -22,4%) e aumentano gli inattivi (+320mila, +2,6%).
Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno registra un sensibile aumento rispetto al trimestre precedente (+1,2%), per effetto della crescita sia delle retribuzioni sia dei contributi sociali (+1,1% in entrambi i casi). L’incremento del costo del lavoro si osserva anche su base annua (+3%), trainato dall'aumento dei contributi sociali (+3,5%) più marcato di quello delle retribuzioni (+3%). (riproduzione riservata)