Il governatore della Banca Centrale d'Israele, Amir Yaron, ha reso note le stime riguardo all’impatto economico che il conflitto in Medio Oriente nella Striscia di Gaza (dove il bilancio dei morti è salito a 34.488, secondo Hamas) potrebbe avere sulle casse dello Stato se continuasse. Secondo Yaron, il conflitto costerà a Israele oltre 250 miliardi di Nis (Nuovo shekel israeliano), equivalente a circa 67 miliardi di dollari, in un periodo di tre anni, dal 2023 al 2025. Il governatore ha evidenziato che questi costi non si limitano esclusivamente alle spese di difesa, ma comprendono anche le necessità civili e le perdite di entrate fiscali. In una conferenza presso il College of Management Academic Studies, il capo della Banca Centrale ha sottolineato la significativa portata economica del conflitto, definendola un «onere di bilancio».
L'analisi della Banca Centrale rivela che quasi la metà delle spese belliche, pari a 118 miliardi di Nis, sarà destinata a soddisfare le esigenze di difesa del paese. Altri 38 miliardi di Nis saranno impiegati per la spesa civile, compresi i costi dell'evacuazione civile e la fornitura di alloggi per gli evacuati, oltre ai danni diretti della guerra. Inoltre, sono previsti 35 miliardi di Nis di mancato introito fiscale e ulteriori 23 miliardi di Nis per compensare i danni diretti del conflitto.
Tuttavia, le preoccupazioni di Yaron non si limitano solo agli impatti finanziari immediati della guerra: i futuri bilanci per la sicurezza sono destinati a crescere in modo permanente, con conseguenze macroeconomiche significative. Pertanto, l'invito è a evitare di dare all'esercito un «assegno in bianco», sottolineando la necessità di trovare equilibri adeguati tra sicurezza e prosperità economica.
È importante notare che la stima di 253 miliardi di Nis supera le previsioni iniziali di circa 200 miliardi di Nis fatte all'inizio del conflitto. Questo aumento evidenzia l'urgenza di affrontare non solo le sfide immediate della guerra, ma anche le sue implicazioni a lungo termine sull'economia e sulla stabilità finanziaria del paese. (riproduzione riservata)