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Ipo tutta in salita per Volvo Cars
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Ipo tutta in salita per Volvo Cars

25 ottobre 2021, 14:20

La società automobilistica controllata dalla cinese Geely fissa il prezzo dell'Ipo a 53 corone svedesi per azione, nella parte bassa della forchetta, riduce le dimensioni dell'offerta a 20 miliardi di corone svedesi e rinvia di un giorno la quotazione (29 ottobre). Per il ceo Samuelsson è importante vedere la valutazione nel tempo

Volvo Cars fissa il prezzo dell'Ipo a 53 corone svedesi per azione, nella parte bassa della forchetta, riduce le dimensioni dell'offerta e rinvia di un giorno la quotazione. La società automobilistica controllata dalla cinese Geely ha fissato il prezzo nell'ambito dell'offerta pubblica iniziale nella parte più bassa del range precedentemente annunciato tra 53 e 68 corone, valutando la società poco più di 18 miliardi di dollari, al di sotto dei 23 miliardi di dollari che si aspettava con un prezzo nella parte superiore del range.

Ma Volvo Cars ora ha detto che prevede di raccogliere circa 20 miliardi di corone svedesi (2,3 miliardi di dollari), non più 25 miliardi come indicato in precedenza. Comunque il ceo, Hakan Samuelsson, ha detto di essere "totalmente convinto" che questo sarà sufficiente, mentre il prezzo non dovrebbe essere visto come negativo. "Abbiamo ascoltato il mercato, umilmente", ha indicato.

"Siamo molto soddisfatti del forte sostegno che abbiamo ricevuto dagli investitori istituzionali e vorrei anche evidenziare l'altissimo livello di domanda da parte degli investitori al dettaglio", ha concluso Samuelsson. Peccato che Geely, che controlla la quota di maggioranza della casa automobilistica (aveva pagato a Ford 1,8 miliardi di dollari per Volvo Cars nel 2010), abbia deciso di non esercitare l'opzione per aumentare le dimensioni dell'Ipo.

Risultato: l'offerta modificata si tradurrà in un flottante tra il 16% e il 17,9%, a seconda dell'esercizio dell'opzione di overallotment, e raccoglierà introiti sufficienti a finanziare la strategia di trasformazione di Volvo Cars. Infine, di riflesso alle modifiche apportate al prospetto, Volvo Cars debutterà al Nasdaq di Stoccolma venerdì, 29 ottobre, con un giorno di ritardo rispetto alle previsioni. Ma per il ceo "è importante lasciare ai nuovi azionisti l'opportunità di prendere parte alla valutazione. È importante vedere la valutazione nel tempo", ha concluso Samuelsson.

La casa automobilistica ha sottolineato che l'Ipo ha ricevuto un forte sostegno da parte di investitori istituzionali svedesi con indicazioni di investimento per un totale di 14,1 miliardi di corone, pari a circa il 71% dei proventi attesi dall'emissione di azioni B. In aggiunta c'è stato un enorme interesse da parte di investitori retail svedesi e nordici con oltre 90.000 sottoscrizioni ad oggi.

Invece, per gli analisti, viste le decisioni annunciate oggi, gli investitori si stanno mostrando tiepidi nei confronti dell'Ipo della società il cui controllo è destinato a restare saldamente in mano cinesi. Questo anche se Geely venerdì scorso ha annunciato la conversione delle azioni A in suo possesso, con maggiori diritti di voto (avrebbero garantito un controllo pressoché totale anche dopo la riduzione della quota), in normali azioni B, in seguito alle pressioni da parte degli investitori istituzionali svedesi.

Secondo alcuni analisti, inoltre, gli investitori non sono intenzionati a pagare un premio per i titoli Volvo finché la strategia della casa automobilistica di vendere solo auto elettriche entro il 2030 (annunciata a marzo) non dimostrerà di avere successo. L'Ipo giunge a tre anni dal primo tentativo di sbarco di Volvo Cars nel listino svedese, fallito all'epoca a causa delle tensioni commerciali tra Usa, Europa e Cina. Tensioni tra Pechino e Stoccolma che persistono dopo che la Svezia ha bandito Huawei dalle sue reti 5G e aziende svedesi come Ericsson hanno perso affari in Cina. (riproduzione riservata)

 



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