L’intelligenza artificiale è in grado di costruire un portafoglio di investimento in grado di battere il mercato? Ovviamente non esiste nessun algoritmo, nemmeno il più sofisticato, che possa prevedere il futuro, ma quello che si può già fare è utilizzare le enormi quantità di dati provenienti dai software di AI per fare stime utili nella strutturazione del portafoglio.
La fintech modenese Axyon AI, che utilizza i suoi algoritmi per supportare gli investitori istituzionali nella costruzione dei portafogli, ha costruito per MF-Milano Finanza un paniere di 20 large cap europee, monitorandone poi la performance nel corso dei tre mesi tra maggio e luglio. Ecco i principali risultati emersi.
In generale, il portafoglio di Axyon ha leggermente sovraperformato il benchmark, rappresentato dall’Eurostoxx 50: -1,75% contro -1,9%. Estendendo l’analisi ai singoli titoli, le previsioni dell’intelligenza artificiale sono in esatta parità: 10 titoli hanno fatto meglio del benchmark, e 10 hanno fatto peggio.
Contestualmente il cervellone informatico della fintech emiliana aveva fornito il nome di tre titoli che, per diverse ragioni (legate sia all’analisi tecnica che fondamentale e di settore) avrebbero potuto fare meglio dell’indice. In questo caso i risultati sono stati contrastati.
La catena di grande distribuzione olandese Koninklijke Ahold, indicata come top pick da Axyon, ha effettivamente sovraperformato il mercato, registrando una robusta performance del 6,12% che la ha permesso di piazzarsi al quarto posto del paniere complessivo. Ha battuto l’indice, seppur di poco, anche il colosso francese del gas Air Liquide (+0,43%), che non è riuscito però a centrare le aspettative, pur piazzandosi tra i top performer.
Scommesse sbagliata infine quella su Adyen, fintech olandese che non solo ha sottoperformato l’indice, ma ha registrato anche una delle peggiori performance del portafoglio: -7,37%. Il risultato suggerisce «che ci sono stati fattori imprevisti che hanno influenzato negativamente il titolo», spiega Axyon nella nota di commento ai risultati finali.
Meno precise le previsioni per quanto riguarda l’analisi settoriale. Qui, all’inizio del trimestre, l’AI di Axyon aveva stimato una sovraperformance dei comparti retail e beni industriali: entrambi hanno tuttavia fatto peggio del benchmark, che in questo caso era l’indice Stoxx 600. «La discrepanza rispetto alle previsioni», commenta la fintech, «può essere attribuita a cambiamenti repentini del mercato, che hanno offerto nuove sfide da affrontare».
Ma come lavora precisamente l’intelligenza artificiale della fintech modenese? Il principio alla base non è quello di avere sempre ragione a ogni costo. L’obiettivo dell’AI è quello di fare molte previsioni e di avere ragione più del 50% delle volte, magari sovraperformando l’indice di riferimento. In altre parole, si applica un modello di diffusione del rischio: non si fa all-in su un titolo o un settore, ma si fanno tante piccole scommesse. Alcune saranno quasi sicuramente sbagliate, ma se la maggior parte risultasse corretta si dovrebbe ottenere un guadagno finale.
Per farlo, il modello di intelligenza artificiale utilizza come input una grande quantità di dati, cercando di metterli in relazione per stimare i rendimenti attesi di titoli, indici, Etf e portafogli modello. (riproduzione riservata)