
«Il calo dell’inflazione non significa che la battaglia sia già vinta» è l’emblematico titolo del report di agosto 2023 dell’asset manager francese Amundi circa le opinioni di investimento globale del gruppo. Vincent Mortier, chief investment officer del gruppo, e Matteo Germano, il suo vice, mettono in guarda sull’«ottimismo sul comportamento degli asset rischiosi» che riconducono in parte al quadro economico migliore del previsto, specialmente negli Stati Uniti.
I rischi per gli esperti permangono: Amundi abbassa le sue stime sulle previsioni di crescita della Cina e osserva come, nonostante la Fed sembri essere in pausa nel progressivo aumento del costo del denaro, questo non sia il caso per la Banca Centrale Europea.
Secondo Mortier e Germano, sono quattro i fattori che guideranno le considerazioni sui dati macroeconomici dei prossimi giorni
La Federal Reserve ha alzato il costo del denaro durante l’ultimo incontro del Federal Open Market Committee (noto mediante la sigla Fomc) di 25 punti base. La misura ha portato il Fed Funds Rate, come si apprende dal comunicato stampa relativo alla decisione, sui depositi detenuti presso la banca centrale al 5,4%. L’inflazione, specialmente quella core, potrebbe però rivelarsi «viscosa» secondo Mortier e Germano e i due avvertono che vedono «pressioni sulla nostra previsione dei tassi terminali al 5,5%».
Circa la recente performance delle azioni tech (o ad alto rischio), Amundi non fa riferimenti a nessun settore in particolare ma dichiara: «Rimaniamo scettici sulle valutazioni gonfiate, perché la tendenza al rialzo degli asset rischiosi è dovuta al recupero dei ritardi, piuttosto che a un miglioramento significativo delle prospettive degli utili»
Per quanto riguarda la Cina, gli esperti di Amundi comunicano di aver «abbassato le previsioni di crescita per il 2023 al 5,1%». La riduzione delle stime è stata effettuata «a causa della debolezza del secondo trimestre e del ritardo degli stimoli fiscali», ma gli analisti confermano che «la narrativa della crescita cinese a lungo termine è ancora valida» sebbene a un livello più basso e con una maggiore attenzione del Governo alla qualità della vita.
Dal punto di vista dei mercati emergenti, gli esperti dichiarano di essere «meno positivi sulla Cina» ma «più costruttivi su Brasile e India» e, in generale, di sostituire la view positiva sul mercato azionario cinese con «una più ampia sui mercati emergenti». Per quanto riguarda invece il reddito fisso gli analisti restano: «ottimisti sul debito in valuta forte e in valuta locale e su quello LatAm in presenza di un’inflazione in calo»
Circa l’economia europea, Amundi scrive che «l’Eurozona dovrebbe evitare una recessione». Gli esperti, però, mettono anche in guarda sui «rischi legati all’eccessivo irrigidimento» della Bce.
Per quanto riguarda l’azionario, l’asset manager è cauto «sulle azioni dei mercati sviluppati». Sulle obbligazioni invece l’opinione è «leggermente positiva» sulla duration (che in questo contesto vuol dire che vengono preferite le obbligazioni con scadenze più lontane nel tempo rispetto a quelle più vicine) dell’Europa e marginalmente costruttivo sui titoli di Stato cechi ma ritiene che i rischi valutari vadano coperti.
Le posizioni del gestore sulla duration e sul credito societario, si apprende dal report, rimangono «molto attive» a causa della volatilità dei mercati obbligazionari.
Secondo gli analisti di Amundi, le opportunità potrebbero essere nei seguenti settori.
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