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Investimenti 2025, per Kkr i capitali esteri guardano con interesse all’Europa: ecco le opportunità da sfruttare in portafoglio
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Investimenti 2025, per Kkr i capitali esteri guardano con interesse all’Europa: ecco le opportunità da sfruttare in portafoglio

19 dicembre 2024, 15:14 Ultimo aggiornamento: 15:15

Sarà necessaria maggiore attenzione e selettività per raggiungere rendimenti assoluti elevati. L’asset class più remunerativa? Può essere il private equity soprattutto in un contesto di pressioni sui titoli pubblici dovute a valutazioni elevate, maggiore volatilità dell’inflazione e aumento dei tassi di interesse

Il 2025 riserverà, al livello globale, rendimenti più bassi e maggiore volatilità. Ma fattori come la robusta crescita della produttività degli Stati Uniti, condizioni tecniche favorevoli nei mercati e una sana crescita degli utili nominali forniscono motivi di fiducia per il prossimo anno.

È questa la previsione che il colosso internazionale di private equity Kkr ha messo nero su bianco nel suo Global Macro Outlook 2025, curato da Henry McVey, responsabile del team global macro e asset allocation. In generale a suo parere «il bicchiere è ancora mezzo pieno», ma raggiungere rendimenti elevati «richiederà maggiore attenzione e selettività». 

In questo contesto, l’indicazione è quella di detenere un maggior numero di attività legate al pil nominale, come le infrastrutture e il settore immobiliare. Ma «attenzione alla volatilità delle valute, poiché le guerre tariffarie e i forti squilibri fiscali potrebbero creare shock di volatilità diversi dai cicli recenti».

Instabilità economica e sicurezza nazionale

Le evidenze recenti dimostrano che le elezioni indette nei più grandi Paesi del mondo «hanno messo un punto esclamativo sulla nostra tesi che vede un cambio di regime per gli investimenti, guidata da un aumento dei deficit, un inasprimento della geopolitica, una transizione energetica disordinata e un’inflazione americana più rigida».

Gli esperti di Kkr prevedono una fase di «confusione tra instabilità economia e sicurezza nazionale», che probabilmente incoraggerà i leader politici a sviluppare modi alternativi per espandere gli investimenti, tra cui sostenere l’incremento dei risparmi, cercare un maggiore coinvolgimento del settore privato e porre attenzione alla riduzione del costo del capitale.

I capitali esteri guardano con interesse all’Europa 

 «L’Europa ha già iniziato a registrare la tanto attesa ripresa di fusioni e acquisizioni. Inoltre, le valutazioni corrette per il ciclo in Europa sono sempre più interessanti rispetto al resto del mondo e, con la ripresa della liquidità del mercato dei capitali, ci aspettiamo che questa tendenza sia confermata» spiegano gli esperti. Grazie alla combinazione di asset a buon mercato e di una valuta attraente, ritengono quindi che «i capitali esteri saranno sempre più interessati ad acquisire asset che generano profitti in Europa».

Una ripresa economica asincrona

Secondo il team di McVey, «stiamo vivendo una ripresa asincrona». Per la prima volta, in questo ciclo di politica monetaria la Banca Centrale Europea sta anticipando i tagli e si sta muovendo più velocemente della Fed. Al contrario, in Asia la BoJ sta aumentando i tassi di interesse, con le obbligazioni cinesi che ora rendono meno di quelle giapponesi.

Sul fronte tassi, Kkr prevede in Europa rendimenti intorno al 2% per i bond a breve termine nel 2025, in crescita al 2,5% nel 2026. Gli esperti spiegano inoltre che «la continua riduzione del bilancio della Bce e la domanda di capitali per ristrutturare l’economia spingeranno i rendimenti a lungo termine al rialzo rispetto ai livelli attuali, mantenendo un premio a termine positivo di 25-50 punti base». 

Il potenziale del private equity 

Il report di Kkr sottolinea tematiche di grande interesse, tra cui il ruolo crescente degli asset privati. «Il private equity rimane l’asset class con il più alto potenziale di rendimento, soprattutto su base prospettica, in un contesto di pressioni sui titoli pubblici dovute a valutazioni elevate, maggiore volatilità dell’inflazione e aumento dei tassi di interesse».

«Abbiamo assistito a una solida accelerazione dell’attività di collocamento e monetizzazione, in un contesto di incremento dell'attività complessiva sui mercati globali dei capitali. Dato il livello di incertezza, la creazione di valore e l’esposizione a tendenze secolari critiche sono diventate ancora più importanti. Se ci saranno altre buone notizie, ci aspettiamo un’impennata sostanziale delle attività di m&a nel 2025, soprattutto quando la nuova amministrazione Trump spingerà maggiormente verso un’agenda di deregolamentazione». (riproduzione riservata)



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