Più azioni, anche europee, e dollaro americano in portafoglio. Queste le due indicazioni chiave che emergono dall’outlook di investimento di Eurizon Asset Management (gruppo Intesa Sanpaolo) in vista del 2025. Lo scenario macro di riferimento, spiega il documento, combina crescita positiva negli Stati Uniti e moderata espansione nell’Eurozona. Mentre le banche centrali (seppur con ritmi attesi diversi) stanno rimuovendo le loro restrizioni di politica monetaria, gli strategist della società di gestione vedono un rischio di volatilità temporanea con l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, seppur lo scenario di riferimento rimanga sostanzialmente favorevole ai mercati anche nel 2025.
In questo contesto, come strutturare il proprio portafoglio? Eurizon nella sua view di investimento ha fatto due upgrade, alzando il giudizio sulle azioni (da neutrale a positivo) e quello sulla valuta americana (anch’esso, da neutrale a positivo). Per quanto riguarda le borse, la società di gestione ha relativamente abbassato il peso del Giappone e incrementato quello dell’Europa, che ora si contende il primo posto nella gerarchia delle preferenze con gli Stati Uniti, «dove la crescita degli utili è più stabile», sottolinea il report, che poi mette in luce un altro aspetto interessante: «In termini settoriali è noto che il rialzo delle borse rimane guidato dalla tecnologia: va però notato che lo scarto tra tech e altri settori come finanza e consumi discrezionali è stato modesto e decisamente inferiore al 2023, segno di un mercato che si sta allargando».
Per quanto riguarda le valutazioni, la casa di gestione ricorda al contempo che «quelle dei mercati azionari appaiono tirate, soprattutto negli Usa, e l’incertezza politica può essere fonte di temporanea volatilità».
Per quanto riguarda il dollaro Eurizon fa invece notare che «la vittoria di Trump ha spinto il biglietto verde a 1,05 contro l’euro, nell’aspettativa di nuove misure di stimolo all’economia americana e di una politica tariffaria che possa penalizzare Europa e altri partner commerciali». D’altro canto, un dollaro troppo forte «sarebbe un elemento di freno per l’economia Usa, suggerendo all’amministrazione Trump un atteggiamento più moderato».
Un capitolo a parte lo merita il reddito fisso, dove Eurizon ha confermato un giudizio neutrale sulla duration di Germania e Stati Uniti, e al contempo ha ribadito l’interesse per i titoli periferici dell’Eurozona, in particolare per l’Italia. «La fiducia nella prosecuzione del ciclo globale», spiega l’outlook, «ha spinto in calo i tassi obbligazionari a lunga scadenza dei Paesi periferici, Italia inclusa, grazie a un significativo calo degli spread verso la Germania».
Al contempo, la società di gestione del gruppo Intesa esprime un giudizio positivo sui mercati a spread corporate, sia investment grade sia high yield di Usa ed Eurizona, prevedendo «ritorni decisamente positivi grazie a tassi governativi sottostanti poco mossi e spread in forte calo».
Gli spread del credito, prosegue il documento, «sono ai minimi dei cicli precedenti: area 90 punti base per l’investment grade dell’area euro e area 300 punti base per l’high yield, sempre dell’Eurozona». Da qui in avanti «gli spazi per ulteriori cali degli spread sono modesti, ma investment grade e high yield rimangono interessanti in un contesto di prosecuzione del ciclo economico». (riproduzione riservata)