Sono 17 i nomi della lista delle grandi fondazioni per il rinnovo del consiglio di Intesa Sanpaolo. L’elenco è stato appena depositato in vista dell'assemblea del 29 aprile della prima banca italiana. Oltre a riconfermare Gian Maria Gros-Pietro alla presidenza e Carlo Messina come amministratore delegato (entrambi i banchieri sono al quinto mandato e hanno ricevuto gli apprezzamenti anche di altri grandi investitori istituzionali come le casse previdenziali), la lista si compone di otto donne e nove uomini.
Al primo posto c’è Gros-Pietro, al secondo invece c’è Paola Tagliavini, membro del board della banca dal 2022 (siede anche in comitato rischi e in quello per le operazioni con parti correlate) e candidata vicepresidente, mentre Messina è al terzo posto. Poi nell’ordine: Mariangela Zappia, Franco Ceruti, Paolo Maria Vittorio Grandi, Luciano Nebbia, Liana Logorato, Pietro Previtali, Maria Alessandra Stefanelli, Bruno Maria Parigi, Donatella Busso, Silvia Merlo, Paolo Messa, Fabrizio Mosca, Mariella Tagliabue e Maura Campra.
Le new entry sono Zappia (ambasciatrice d'Italia negli Stati Uniti d’America), Grandi che è un manager storico di Intesa (ex chief governance officer e attuale senior advisor di Messina), Previtali (prorettore dell'università di Pavia e docente di organizzazione aziendale), Busso (ordinaria di economia aziendale a Torino), Tagliabue (commercialista e componente del collegio sindacale della Fiera di Milano), Merlo (ex presidente di Saipem e consigliera di alcune banche), Messa (ex Leonardo e Rai) e Campra (membro del collegio sindacale di Enel e di Banca Asti).
La lista, espressa da Compagnia di San Paolo (6,48%), Cariplo (5,4%), Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze (1,84%), Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (1,83%), Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna (1,2%) e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (1,12%), vedrà entrare tutti i 17 consiglieri (su 19 posti liberi) qualora la rosa dei candidati Assogestioni non superi la soglia di sbarramento del 10%. In caso contrario, il comitato dei gestori ne piazzerà cinque e le fondazioni 14.
Secondo gli enti – che hanno siglato un patto di consultazione che si scioglierà subito dopo l’assemblea – la lista soddisfa i principi della «composizione quantitativamente ottimale» e della «continuità di azione ed il mantenimento del patrimonio informativo e di esperienze acquisito nel corso dei precedenti mandati».
In più, rappresenta «un riscontro concreto alle esigenze di continuare a esprimere scelte di elevata qualità, diversità, complementarità e di integrare nuove competenze strategiche, professionalità e personalità, al fine di dare continuità alle capacità di approfondimento e di dibattito in tutte le complesse materie di competenza del board e dei comitati interni».
Infine, oltre ad esprimere «vivo apprezzamento per la visione e la gestione altamente efficace da parte del ceo» e che «Messina possa garantire il suo ruolo di leadership nella banca anche per i successivi mandati», le fondazioni propongono «la conferma degli emolumenti per i consiglieri che non siano anche componenti del comitato per il controllo sulla gestione», compensi invece da alzare per quelli che fanno parte di questo comitato.
Intanto dalla documentazione depositata in vista dell'assemblea emerge che Messina nel 2024 ha percepito un compenso pari a 4,19 milioni di euro tra componente fissa (2,76 milioni) e 1,44 milioni quale somma delle quote dei premi annuali rinvenienti da anni precedenti.
A questo compenso va ad aggiungersi la componente in azioni ricevuta, pari a 2,23 milioni, a valere sui programmi di incentivazione precedenti. Considerando entrambe le componenti (compenso percepito e componente in azioni a lui consegnata) il ceo di Intesa ha registrato un compenso complessivo pari a 6,42 milioni. Il compenso di Messina è stato alzato per la prima volta dopo quasi 10 anni. L'ultimo aumento è stato infatti riconosciuto al banchiere nel 2016.
La decisione è stata presa dal cda della banca, a fronte delle «eccellenti performance economico-finanziarie del gruppo, conseguite sotto la guida di Messina e determinate da un modello di business di successo, che hanno consentito a Intesa di collocarsi in una posizione di vertice tra i principali gruppi bancari europei per solidità, redditività e valore di mercato», si legge nella documentazione. (riproduzione riservata)