Intesa Sanpaolo ha collocato con successo presso investitori istituzionali un titolo obbligazionario senior non preferred green da 1,25 miliardi di euro a 88 punti base sul midswap, raccogliendo ordini per 2,7 miliardi di euro (4,3 miliardi al picco): 63% da fund managers, 14% da istituzioni ufficiali, 11% da assicurazioni e fondi pensione, 7% da banche e private banks e 5% da hedge fund.
Una domanda boom arrivata per il 24% dalla Francia, il 21% dal Regno Unito, il 20% da Germania/Austria/Svizzera, il 9% dall’Italia, l’8% da Singapore, l’8% dai paesi Nordici, il 3% da Spagna e Portogallo, il 2% dalla Grecia, l’1% dal Benelux e il 4% da altri.
La solidità e granularità del libro ordini ha permesso di rivedere al ribasso di 32 punti base le indicazioni di pricing iniziali (+120 punti base sul midswap). «Si tratta del titolo senior non preferred di Intesa emesso al livello più contenuto di sempre», ha commentato Nicoletta Bertolini, responsabile funding della banca. «Gli investitori hanno ancora una volta riconosciuto l’ottima qualità del credito e della strategia di Intesa Sanpaolo. Il formato green riconferma l’impegno costante del gruppo fin dal 2017 al supporto della transizione Esg».
Il titolo con scadenza a 8 anni ha facoltà di rimborso anticipato esercitabile dopo 7 anni ovvero il 22 giugno 2033. Dal 22 giugno 2026 il bond maturerà interessi a tasso fisso pari al 3,75% corrisposti in cedole annuali il 22 giugno di ogni anno a partire dal 2027. Qualora il rimborso anticipato non venisse esercitato, la cedola verrà rideterminata a tasso variabile e sarà pari al tasso Euribor a 3 mesi maggiorato di 88 punti base.
I proventi saranno destinati a finanziare o rifinanziare le attività green in linea con i criteri di eleggibilità descritti nel green, social and sustainability bond framework di Intesa Sanpaolo. L’ultima emissione verde di Ca’ De Sass risale al 2024. Incaricate del collocamento Bbva, Imi-Intesa Sanpaolo, JP Morgan, Natixis, Raiffeisen Bank, Santander e Unicredit.
Il mercato dei green bond e delle obbligazioni sostenibili ha superato i 7 mila miliardi di dollari di volume complessivo. Un punto di svolta per il debito verde, secondo Climate Bonds Initiative (la società della Banca Mondiale che promuove e raccogli i dati su queste categorie di emissioni), perché lo smarca definitivamente dall’etichetta di investimento di nicchia, andando anche oltre le attese degli analisti. (riproduzione riservata)