Intesa Sanpaolo, guidata dall’ad Carlo Messina, ha chiuso il primo trimestre del 2024 con un utile netto di 2,3 miliardi di euro (+17,6% anno su anno), battendo il consenso Bloomberg di 2,076 miliardi.
L’utile operativo si assesta a 6,73 miliardi su attese di 6,61 miliardi, il margine di intermediazione (NII) per 3,93 miliardi è sopra le attese di 3,91 miliardi. Le commissioni nette del trimestre sono di 2,27 miliardi (attese per 2,17 miliardi), l’utile da trading di 79 milioni, mentre gli accantonamenti per perdite su crediti a 236 milioni risultano sensibilmente sotto le attese di 358,5 milioni. Il rapporto fra costi e ricavi al 38,2% batte anche in questo caso le stime (39,8%). Sul fronte dei crediti deteriorati, l’Npl ratio al 2,3% centra le attese.
Il titolo Intesa Sanpaolo scivola dopo i conti (-0,66%% circa a 3,55 euro) ma ha guadagnato il 31% da inizio anno.
L'attuazione del piano di impresa 2022-2025 di Intesa Sanpaolo «procede a pieno ritmo, con una prospettiva di utile netto per il 2024 e per il 2025 superiore a 8 miliardi di euro», scrive la banca. Per il 2024 il gruppo guidato da Carlo Messina prevede una solida crescita dei ricavi, trainata da un ulteriore aumento degli interessi netti e da un incremento delle commissioni nette e del risultato dell'attività assicurativa; una stabilità dei costi operativi, nonostante gli investimenti in tecnologia, soprattutto a seguito di minori spese per il personale; un basso costo del rischio, derivante dallo status di banca a zero Npl.
Il ceo Carlo Messina sottolinea che «la solidità dei risultati ottenuti nel primo trimestre del 2024 conferma Intesa Sanpaolo quale leader europeo per redditività elevata e sostenibile, forza patrimoniale e basso profilo di rischio, con un ruolo unico a supporto dell'economia reale e sociale del nostro Paese».
L’ad ricorda poi che «a maggio distribuiremo dividendi per 2,8 miliardi di euro come saldo dell’esercizio 2023. Confermiamo l'obiettivo di un utile netto 2024 superiore a 8 miliardi di euro».
Nel primo trimestre 2024 l'utile è stato di 2,3 miliardi, in crescita del 18% rispetto al primo trimestre 2023 e «permette di accantonare dividendi per 1,6 miliardi», spiega Messina. I proventi operativi crescono dell'11% grazie «anche alla forte accelerazione delle commissioni e del risultato assicurativo».
Il risparmio che «ci affidano famiglie e imprese cresce nel trimestre di 28 miliardi superando i 1.300 miliardi di euro; la forte attenzione ai costi nonostante la crescita degli investimenti tecnologici ci permette di raggiungere il miglior risultato di sempre in termini di cost/income».
Il flusso ai minimi storici degli Npl, racconta Messina, porta «il costo del rischio annualizzato a 22 punti base, accompagnato a un aumento delle coperture. La robusta generazione di capitale ci rafforza ulteriormente: il Cet 1 ratio è superiore al 13,3% già considerando il buyback di 1,7 miliardi che lanceremo a inizio giugno».
Messina sottolinea anche l’innovazione tecnologica della banca, mettendo in evidenza i 3 miliardi di investimenti già effettuati e circa 1800 specialisti IT già assunti. E ricorda che «isybank, la banca digitale del gruppo, porterà circa un milione di nuovi clienti entro il 2025; Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, avrà 150.000 clienti nel 2025; l’intelligenza artificiale, circa 150 App e 300 specialisti a fine piano».
Nel frattempo, Francesco Profumo assume la carica di presidente di isybank, mentre Mario Boselli lascia la presidenza per ricoprir la carica di vicepresidente. Profumo è stato rettore del Politecnico di Torino, presidente della Compagnia di San Paolo dal 2016 al 2024 e ministro dell'Istruzione dal 2011 al 2013. L'amministratore delegato Antonio Valitutti è stato confermato nel ruolo. In consiglio siedono inoltre Vanna Alfieri, Giampio Bracchi, Renato Cerioli, Achille Galdini, Paola Papanicolau, Claudia Vassena.
L'esposizione di Intesa Sanpaolo verso la Russia è in ulteriore riduzione nel primo trimestre 2024, diminuita di circa l'84% (oltre 3 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,1% dei crediti a clientela complessivi del gruppo. I crediti cross-border verso la Russia sono in larga parte in bonis e classificati a Stage 2, secondo quanto riporta il comunicato della trimestrale.
Al 31 marzo 2024, post rettifiche di valore, l'esposizione creditizia on-balance cross-border verso la Russia è pari a 0,50 miliardi di euro di cui 0,49 miliardi verso clientela, al netto di 0,8 miliardi di garanzie di Export Credit Agencies (off-balance nulli verso clientela e pari a 0,07 miliardi verso banche, al netto di 0,3 miliardi di garanzie Eca) e quella on-balance delle controllate è pari a 0,8 miliardi, di cui 0,11 miliardi verso clientela, per Banca Intesa in Russia e a 0,06 miliardi, verso banche, per Pravex Bank in Ucraina (off-balance, verso clientela, pari a 0,04 miliardi per la controllata in Russia e 0,04 miliardi per la controllata in Ucraina).
L'esposizione creditizia verso controparti russe attualmente inserite nelle liste SDN dei soggetti a cui si applicano sanzioni è di 0,25 miliardi di euro.
Dopo i conti, gli analisti di KBW confermano il rating outpoerform e il target price di 4,39 euro su Intesa Sanpaolo. Parlano di «utili solidi grazie soprattutto a migliori commissioni, investimenti e costo del rischio». Il margine di interesse risulta migliore dell'1% rispetto al consensus, sottolineano gli esperti. Il Cet 1 ratio è «sostanzialmente in linea, al 13,3%. Le prospettive restano invariate, il che potrebbe però deludere i mercati» dal momento che il valore del titolo ingloba già il consenso, «ma siamo ancora solo nel primo trimestre e vediamo spazio di manovra per i manager per un eventuale wording più positivo». Il prezzo delle azioni ha sovraperformato l’indice bancario europeo del 2% nell'ultimo mese. (riproduzione riservata)