I soci di Intesa Sanpaolo dicono sì al bilancio del gruppo, mentre il ceo Carlo Messina delinea i prossimi obiettivi alla luce del piano industriale in corso.
Venerdì 28 aprile l’assise ha approvato con maggioranze bulgare i conti 2022 (con il 99,7% dei voti favorevoli), la distribuzione agli azionisti di un saldo di un dividendo di 8,68 centesimi ad azione (con il 99,6%), le politiche di remunerazione e incentivazione per il 2023 (88,1%) e l'informativa sui compensi corrisposti (93,8%). Il bilancio si era chiuso con un utile netto consolidato del gruppo pari a 4,35 miliardi di euro e di un utile individuale della capogruppo pari a 4,28 miliardi.
Il ceo ha approfittato dell’assemblea per fare il punto sulla strategia di Intesa. «La realizzazione del piano d'impresa è partita a pieno ritmo, con il lancio di tutte le sue iniziative nonostante il contesto sfidante». Il piano, ha aggiunto il banchiere, «creerà la banca del prossimo decennio, con un forte orientamento al digital e al gintech, rafforzando la posizione di Intesa Sanpaolo come leader europeo nel Wealth Management, Protection & Advisory».
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«Sono certo - ha concluso Messina - che Intesa Sanpaolo continuerà a raggiungere obiettivi sempre più alti e sfidanti, sia in campo economico, sia in ambito sociale, grazie all'impegno delle persone del nostro gruppo e al sostegno dei nostri azionisti stabili», ha concluso il ceo. Punto di vista condiviso dal presidente Gian Maria Gros-Pietro: «Intesa Sanpaolo nel 2023 intende perseguire tutti gli obiettivi previsti dal piano d'Impresa. Nel farlo la banca può contare sulla propria solidità patrimoniale, sull'ampia liquidità disponibile, e su linee di business solide e focalizzate sull'Esg».
Nel 2022 «abbiamo erogato oltre 81 miliardi di euro complessivi, di cui quasi 60 miliardi in Italia e abbiamo fornito oltre 30 miliardi a supporto di famiglie e imprese per il caro energia. Per le nostre persone, abbiamo fornito un contributo una tantum di quasi 80 milioni per mitigare l'impatto dell'inflazione», ha continuato Messina, spiegando che «consapevoli che un Paese in cui il divario sociale continua ad ampliarsi non è un Paese che può crescere serenamente, abbiamo da tempo fatto nostra una sfida, dove l'impegno contro le disuguaglianze sociali ed economiche non si inserisce in una logica di assistenza sociale ma in un percorso verso un modello di sviluppo più inclusivo». (riproduzione riservata)