L’intelligenza artificiale rischia di creare un’Italia industriale a due velocità: da una parte le grandi imprese che stanno accelerando sull’adozione delle nuove tecnologie, dall’altra molte piccole e medie aziende che rischiano di trasformare un ritardo temporaneo in uno svantaggio competitivo strutturale.
È da questa sfida che nasce AI.DEA – Forum di Varignana, il nuovo appuntamento annuale promosso da Confindustria e Nomisma per riunire imprenditori, manager, accademici, innovatori e istituzioni e definire una visione condivisa sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel futuro del sistema produttivo italiano.
La prima edizione dell’iniziativa si terrà il 16 e 17 ottobre 2026 a Palazzo di Varignana, alle porte di Bologna, con un confronto a porte chiuse tra alcuni dei principali protagonisti del mondo industriale, accademico e istituzionale.
Secondo i dati richiamati da Confindustria, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane è raddoppiato nell’arco di un anno, passando dall’8,2% al 16,4%. Un progresso significativo, ma ancora distante dalla media europea e dai Paesi più avanzati, come la Danimarca, dove il livello di adozione ha già raggiunto il 42%.
Il principale ostacolo, però, non sarebbe rappresentato dalla tecnologia o dai finanziamenti, ma dalla disponibilità di competenze. Quasi il 60% delle aziende che non hanno ancora investito nell’AI indica infatti la mancanza di professionalità interne come il fattore che frena maggiormente l’adozione.
«L’IA non si adotta solo comprando un software» ha dichiarato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini «richiede che le risorse in azienda, a ogni livello, sviluppino la capacità di usarla e integrarla». Secondo Orsini, la sfida è trasformare l’intelligenza artificiale in uno strumento capace di valorizzare il patrimonio di competenze e know-how costruito dalle imprese italiane nel tempo.
Il Forum sarà anche l’occasione per presentare una nuova ricerca nazionale realizzata da Nomisma con il supporto di UniCredit, dedicata allo stato di avanzamento dell’intelligenza artificiale nelle Pmi italiane «e focalizzerà l’attenzione non tanto sulla semplice diffusione tecnologica, quanto sulla capacità di generare cambiamenti concreti nei modelli organizzativi, di business e, quindi, nella competitività delle imprese», dichiara Andrea Bontempi, direttore di Nomisma.
La ricerca si concentrerà su tre filiere chiave della manifattura italiana: Motor Valley, Machinery e Agrifood, con l’obiettivo di individuare casi applicativi e strumenti replicabili per accompagnare imprenditori e stakeholder nel percorso di trasformazione.
«Si tratta di un evento di grande rilevanza, a porte chiuse, che riunirà alcuni tra i più autorevoli protagonisti del mondo imprenditoriale, accademico e istituzionale», afferma Paolo De Castro, presidente di Nomisma. Tra i partecipanti sono previste aziende come Barilla, Gruppo Marchesini, Dompé Farmaceutica e Dallara, insieme a esponenti del mondo accademico come Luciano Floridi e Francesco Ubertini.
All’appuntamento sono inoltre attesi rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, tra cui il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e il cardinale Matteo Maria Zuppi.
(riproduzione riservata)