Tempi di preparazione delle offerte nelle gare d'appalto ridotti dell'80%. Un taglio dal 20 al 30% dei costi di manutenzione. Una diminuzione delle tempistiche di sviluppo della progettazione (30-50%), dei tempi di consegna (50-70%) e una precisione nel controllo della qualità e del design maggiore dell'80%. Questi sono alcuni degli effetti positivi che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale ha sul comparto delle costruzioni, secondo il report dell’Ance «La sfida dell’intelligenza artificiale per le costruzioni» presentato da Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente Ance Tecnologia e innovazione.
Da un punto di vista prettamente monetario, l’utilizzo della tecnologia può avere un impatto nel settore delle costruzioni tra i 90 e i 150 miliardi di dollari.
Le imprese che sono partite per prime (nel 2017) nell'adozione dell'AI sono riuscite in minor tempo ad assorbire l'investimento iniziale e successivamente ad avere maggiori introiti. Le aziende partite in ritardo dovranno invece attendere il 2030 e oltre per rientrare nell'investimento.
Per avere un’idea dell'avanzamento del comparto, e quindi analizzando le prime 50 aziende del settore delle costruzioni a livello mondiale, si nota che le più grandi stanno formando partnership con società tecnologiche per sviluppare piattaforme di intelligenza artificiale, ma che allo stesso tempo non esistono metodologie standardizzate per implementarla.
Da segnalare inoltre una differenza nell'uso dell'AI tra Europa e Stati Uniti: le aziende europee la adottano in modo graduale, con soluzioni mirate a risolvere problemi, mentre quelle Usa hanno un approccio più strutturato e partono dalla raccolta sistematica dei dati.
Guardando all’Italia, più della metà delle risorse Pnrr destinate alle costruzioni ha riguardato obiettivi legati alla transizione verde (54%) mentre solo il 7% alla transizione digitale. Questo «divario sottolinea la necessità di un maggiore impegno per promuovere la trasformazione digitale nel settore» ha commentato la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, aggiungendo che «serve una strategia nazionale per l’intelligenza artificiale delle costruzioni, superando politiche e programmi frammentati che fino ad oggi non sono riusciti a innescare una vera rivoluzione digitale, e consentire così alle imprese di affrontare al meglio questa sfida». (riproduzione riservata)