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In calo l'interesse degli investitori per il comparto in Italia

Infrastrutture fuori moda

pagina a cura di Nicola Capuzzo
MF - Numero 171 pag. 17 del 01/09/2023

Penalizzate soprattutto le strutture legate ai trasporti a causa delle complessità normative e autorizzative. È quanto emerge dall'EY Infrastructure Barometer

Le infrastrutture in Italia sono un asset guardato con attenzione dagli investitori ma è necessario facilitare gli investimenti per colmare i gap esistenti. A scoraggiare gli investimenti è soprattutto la difficoltà a superare i tradizionali freni amministrativi e burocratici. E' quanto emerge dall'indagine Ernst&Young EY Infrastructure Barometer 2023, un sondaggio annuale condotto da EY coinvolgendo dirigenti di grandi aziende, investitori infrastrutturali, istituti finanziari e fondi di private equity del settore infrastrutture di tutto il mondo, per valutare la fiducia e le aspettative degli investitori in Italia.

Il dato significativo è che negli ultimi quattro anni il 71% degli intervistati ha investito o erogato finanziamenti nel settore infrastrutturale italiano. Il settore dei trasporti, strategico anche in termini di import-export e di attrattività dell'Italia nei contesti internazionali e per il turismo, fatica a essere protagonista di investimenti privati, che risultano in ulteriore contrazione (-2%) nelle scelte degli intervistati a causa delle complessità normative e autorizzative percepite.

A fare da traino è invece il settore dell'energia, con il 45% degli intervistati che ha confermato di aver effettuato investimenti nell'ultimo anno. In aumento anche la rilevanza dei settori Tmt, ovvero telecomunicazioni, media & tecnologia (+5% rispetto al 2022 la quota di investitori intervistati che sono stati attivi nel settore), infrastrutture gestite in partenariato pubblico-privato (+4%) e infrastrutture sociali (+2%).

Secondo Marco Daviddi, strategy & transactions managing partner di EY in Italia, «emerge una certa fatica nell'indirizzare risorse verso progetti inerenti al settore dei trasporti, soprattutto per le complessità normative e autorizzative percepite. La revisione del codice degli appalti», ha aggiunto, «potrebbe rendere più attrattiva l'Italia, soprattutto in relazione al ruolo attivo che gli investitori istituzionali potranno avere nelle partnership pubblico-private, in un settore strategico che nelle ultime settimane ha dato prova di rilevanti fragilità».

Nella top five delle asset class che nell'ultimo anno hanno registrato maggior fermento in termini di investimenti si posizionano: strutture sanitarie, data center, energie rinnovabili, efficienza energetica, porti commerciali e logistica. Al contrario, traghetti, torri di trasmissione, settore del gas, interventi su edifici pubblici in partnership pubblico-privata e porti turistici sono i cinque ambiti di minore interesse per gli investitori, anche alla luce delle limitate opportunità di investimento in questi segmenti in Italia.

Secondo gli intervistati occorre assolutamente ridurre la distanza infrastrutturale esistente (53%) per avere rendimenti più elevati rispetto ad altri Paesi Ue (45%). Gli investitori identificano alcuni vincoli agli investimenti in infrastrutture in Italia, associati all'incertezza normativa (74%), insieme all'elevato livello di complessità burocratica (68%) e al rischio di contenzioso (40%). Positiva comunque la valutazione della performance degli investimenti nel settore infrastrutturale in Italia: per il 67% degli investitori è in linea con la media del portafoglio e per il 27% è addirittura superiore.

Cosa aspettarsi quindi per il futuro? Il 56% degli intervistati ritiene che il numero di deal che la loro azienda concluderà nel Belpaese aumenterà rispetto al recente passato e il 64% degli investitori si attende un aumento della competizione. Nell'M&A ad attrarre l'attenzione degli investitori saranno soprattutto le infrastrutture energetiche, con il 32% degli intervistati che prevede di indirizzare le proprie risorse in questo ambito. Seguono i trasporti (18%), le infrastrutture sociali (15%) e il trio Tmt (13%). (riproduzione riservata)



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