Ricavi in crescita nonostante l’effetto cambi, margini sopra la guidance e solida generazione di cassa operativa. Conti di tutto rispetto per Industrie De Nora nel 2025. La multinazionale italiana, specializzata in elettrochimica e nello sviluppo di tecnologie sostenibili, ha archiviato l’esercizio appena passato con ricavi a 875 milioni di euro, +1,4% su base annua. Il dato ha risentito negativamente, per 25 milioni, dell’andamento di alcune valute, in particolare del tasso di cambio euro-dollaro. Al netto di tali effetti, la crescita dei ricavi sarebbe stata del 4,4%.
Merito soprattutto della crescita del segmento Energy Transition (+6,4%) e del segmento Water Technologies (+7,2%) a fronte di una flessione del 3,6% del segmento Electrode Technologies che, d’altra parte, al netto degli effetti negativi legati ai tassi di cambio per 13 milioni, sarebbe risultato sostanzialmente stabile rispetto al 2024.
«I risultati preliminari del 2025 confermano la solidità del nostro percorso di crescita e la qualità della nostra execution: abbiamo registrato ricavi e marginalità in aumento, con un ebitda adjusted margin superiore alla guidance, sostenuti da una solida generazione di cassa operativa», ha commentato l’ad, Paolo Dellachà, osservando che i risultati sono stati trainati dai segmenti Energy Transition e Water Technologies. Quest’ultimo, in particolare, «ha beneficiato di una significativa crescita della linea Pools e di un solido sviluppo del portafoglio ordini della linea Water Technologies Systems».
Mentre in ambito Energy Transition nel 2025 Industrie De Nora ha realizzato 1,1 GW di tecnologie per l’idrogeno verde, dedicate a due grandi progetti flagship a livello globale, sviluppati negli ultimi due anni: Neom in Arabia Saudita (2,2 GW) e Stegra in Svezia (oltre 700 MW), sostanzialmente completato nel quarto trimestre, «che ci hanno posizionato come leader globale nella fornitura di tecnologie AWE avanzate», ha precisato Dellachà.
In aumento del 9,1% anche l’ebitda adjusted a 171,8 milioni con un ebitda adjusted margin al 19,6%, in crescita di oltre 1 punto percentuale rispetto al 18,2% del 2024 e superiore alla guidance indicata per l’esercizio, grazie alla performance positiva dei segmenti Water Technologies (ebitda adjusted margin al 21,1%, +5 punti percentuali) ed Energy Transition (13,7% in forte incremento rispetto al 5,3% del 2024, grazie al recupero di efficienza operativa).
La posizione finanziaria netta è risultata positiva per 87 milioni, in crescita di 20 milioni rispetto ai 67,1 milioni del 31 dicembre 2024, grazie a una solida generazione di cassa operativa per 115 milioni che, oltre a finanziare gli investimenti dell’esercizio (78 milioni), ha più che coperto la distribuzione dei dividendi (20,7 milioni).
Per il 2026 la società ha previsto ricavi compresi tra 750 e 850 milioni. Tale guidance, si legge nel comunicato, «riflette l’incertezza legata ai tempi di materializzazione di alcuni progetti all’interno della pipeline dell’Energy Transition, in particolare quelli collegati al mercato dell’idrogeno verde, attualmente caratterizzato da una fase di rallentamento e da una visibilità limitata, che riduce la prevedibilità dei ricavi attesi nel 2026».
Il range considera, inoltre, «un temporaneo rallentamento nel 2026 del segmento Electrode Technologies, influenzato dal contesto macroeconomico e geopolitico e dalle dinamiche legate ai cicli di rinnovo degli impianti. Invece, il segmento Water è atteso in crescita mid single-digit, sostenuto dalla solida performance della linea Pools e dal robusto portafoglio ordini della linea WTS», ha precisato Industrie De Nora.
Il 2026, ha confermato il ceo Dellachà, «si prospetta un anno impegnativo, caratterizzato da visibilità limitata nel mercato dell’idrogeno verde e da un possibile temporaneo rallentamento del segmento Electrode Technologies, legato allo scenario macroeconomico e alla ciclicità degli investimenti. Per il business Water ci attendiamo, invece, un proseguimento dello sviluppo già avviato nel 2025».
In questo contesto «continuiamo a far leva su un modello di business flessibile, su una solida base tecnologica e su una presenza globale diversificata, valutando al contempo azioni mirate per mitigare l’impatto della minor copertura dei costi legata a una possibile temporanea flessione dei volumi», ha aggiunto l’ad che guarda, comunque, al medio termine con fiducia: «tutti i nostri settori presentano fondamentali solidi e, oltre alla crescita attesa nel Water e allo sviluppo progressivo del mercato dell’idrogeno, vediamo opportunità significative anche nelle nuove aree di business. Siamo, inoltre, attivamente impegnati nella valutazione di opportunità di crescita per linee esterne, con particolare attenzione al segmento dei sistemi di trattamento delle acque, per rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento strategico».
A Piazza Affari, complice l’outlook cauto, il titolo Industrie De Nora ha virato al ribasso e il 24 febbraio ha chiuso con un calo del 2,29% a 7,025 euro (+3% negli ultimi tre mesi). Attualmente il consenso Bloomberg vede 2 rating buy, 4 hold e 0 sell con un target price medio a 8,44 euro che implica un potenziale upside del 20%. (riproduzione riservata)