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Inchiesta Agnelli, la difesa di John Elkann: da Margherita 20 anni di calunnie. La replica: voglio equo trattamento per tutti i figli
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Inchiesta Agnelli, la difesa di John Elkann: da Margherita 20 anni di calunnie. La replica: voglio equo trattamento per tutti i figli

di Gabriele La Monica (Mf-Newswires)
14 febbraio 2024, 13:03 Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2024, 11:06

John Elkann risponde alle accuse della madre: insussistente la violazione fiscale. L'esposto, di cui non si conosce ancora l'esatto contenuto, è l'ultimo di una lunga serie di iniziative giudiziarie che Margherita Agnelli ha esercitato da ormai venti anni in Italia e all'estero. A stretto giro la replica di Margherita Agnelli de Pahlen: è stato John ad avviare la causa in Svizzera contro di me lo stesso giorno in cui Marella è morta | Inchiesta sull’eredità Agnelli: la Dicembre nel mirino dei pm. Faro sulle quote da Marella Caracciolo a John Elkann

«L'inchiesta in corso nasce da un esposto di Margherita Agnelli. L'esposto, di cui non si conosce ancora l'esatto contenuto, è l'ultimo di una lunga serie di iniziative giudiziarie che Margherita Agnelli ha esercitato da ormai venti anni in Italia e all'estero». Lo hanno affermato gli avvocati Paolo Siniscalchi, Federico Cecconi e Carlo Re, che compongono il team legale che difende John Elkann in una dichiarazione alla stampa in merito all'inchiesta della procura di Torino sulle presunte irregolarità fiscali legate al patrimonio di Marella Caracciolo avviata su esposto della figlia, Margherita Agnelli de Pahlen, che punta a ricostruire tutti i passaggi con i quali la vedova di Gianni Agnelli ha consentito al nipote John Elkann e ai fratelli Lapo e Ginevra (primi figli di Margherita) di prendere il controllo della Dicembre, la società semplice alla base dell'impero Exor.

I dettagli dell’indagine

L'indagine del procuratore aggiunto Marco Gianoglio con i sostituti Mario Bendoni e Giulia Marchetti e condotta dal nucleo della Guardia di Finanza di Torino guidato dal colonnello Alessandro Langella ha acquisito una serie di atti, già presenti nella causa civile promossa da Margherita per l'annullamento della successione della madre Marella e dell'Avvocato, oltre a sentire come testimone il personale di servizio per verificare dove effettivamente avesse vissuto Marella Caracciolo nel 2018 e 2019, anno in cui morì.

«Tutte queste iniziative, spiegano i legali, hanno lo scopo di disconoscere sia le chiare volontà dell'avv. Giovanni Agnelli prima e di Donna Marella Caracciolo dopo sia, addirittura, gli stessi accordi sottoscritti dalla medesima Margherita Agnelli con la madre Marella nel 2004, accordi che le hanno permesso di beneficiare di un ingente patrimonio a valere sull'eredità del padre. È utile sottolineare che Margherita Agnelli, ritenendo evidentemente critica e incerta la sorte delle attività imprenditoriali di suo figlio e della sua famiglia d'origine, ha deciso nel 2004 di monetizzare la sua parte, salvo poi cercare paradossalmente di beneficiare di un accrescimento patrimoniale ulteriore derivante dal successo del piano di rilancio della Fiat, al quale non ha contribuito in alcun modo, ma di cui, come madre, dovrebbe gioire ed essere orgogliosa essendone stato il figlio l'artefice principale».

Il metodo di Margherita Agnelli

Il metodo e gli obiettivi di Margherita Agnelli, si legge ancora nella dichiarazione, sono quindi sempre gli stessi: contesta tutto, arriva perfino a rinnegare gli accordi sottoscritti pur di non riconoscere le volontà dei suoi genitori, che anzi sono stati i primi ad essere accusati di condotte penalmente, civilmente e moralmente illecite. In sintesi, c'è una mamma che perseguita, da più di 20 anni, in tutte le sedi giudiziarie, facendo anche ampia pubblicità sulla stampa, i suoi genitori e tre dei suoi figli, che non hanno altra responsabilità salvo quella di essere stati gli unici ad aver assicurato alla nonna cura, assistenza e dedizione fino all'ultimo giorno.

L’insussistenza della violazione fiscale

È quindi ovvio il dispiacere e il dolore personale per essere bersagli di accuse che hanno una simile provenienza. Fino a questo momento, proseguono i legali, tutte le iniziative di Margherita Agnelli non hanno avuto riconoscimento in alcuna sede giurisdizionale, sia essa penale o civile. La nuova vicenda giudiziaria ha essenzialmente la peculiarità che Margherita Agnelli non riveste la qualità di persona offesa dal reato essendo totalmente estranea all'interesse leso dalla contestazione per la quale si stanno svolgendo accertamenti. Si tratta, infatti, di una violazione fiscale, a nostro avviso del tutto insussistente per numerose ragioni di fatto e tecniche sulle quali non si entra perché le difese saranno svolte nelle sedi proprie. E' opportuno rammentare che in passato, sempre nell'ambito delle azioni intraprese dopo la morte dell'Avvocato Agnelli, anche Margherita Agnelli era stata indagata, in concorso con il suo allora avvocato svizzero, per un tentativo di estorsione denunciato dall'avvocato Gamna, il quale aveva lamentato di aver subito forti pressioni per indurlo a rendere dichiarazioni a lei favorevoli nell'ambito della causa successoria, minacciando altrimenti una denuncia per evasione fiscale. Tale procedimento si è poi concluso con l'archiviazione.

Il nodo sulla residenza di Marella in Svizzera

L'assunzione della qualità di indagato ha dunque ben scarso significato ed anche dal punto di vista tecnico non costituisce neppure un carico pendente. Ben più importante è la certezza di essersi comportati correttamente ed avere la consapevolezza di non aver mai alterato i fatti in riferimento alla residenza di Donna Marella. È noto a tutti che Donna Marella risiedeva abitualmente all'estero sin dagli anni settanta ed ha mantenuto le sue abitudini di vita inalterate anche dopo essere rimasta vedova. Ed è noto anche a Margherita Agnelli e a i suoi legali che per anni, in tutti gli atti giudiziari, anche dopo la scomparsa di Donna Marella, hanno sempre indicato e confermato che Donna Marella era domiciliata in Svizzera.

Del resto la difesa dell'Ing. Elkann sta svolgendo ogni opportuno approfondimento per dimostrare la calunniosità delle accuse rivolte da Margherita Agnelli a suo figlio. In tale quadro certamente farraginoso da un lato - se non altro per il numero dei contenziosi messi in piedi da Margherita Agnelli e l'intreccio creatosi tra aspetti penali (secondo la difesa del tutto inconsistenti) e civilistici (anch'essi del tutto infondati) - ma pure banale e autoesplicativo nella sua pervicace reiterazione ed evidente strumentalità dall'altro, si ripone la massima fiducia nel lavoro degli inquirenti che non potrà che confermare la verità dei fatti.

La risposta di Margherita Agnelli: voglio un equo trattamento per tutti i miei figli

Nel giro di tre ore è arrivata la risposta dell’avvocato di Margherita Agnelli, Dario Trevisan: «Siamo confidenti che gli accertamenti in corso facciano luce sui fatti per come si sono effettivamente svolti, non avendo Margherita Agnelli nulla da nascondere. Le sue volontà sono quelle di assicurare un equo trattamento a tutti i propri figli, secondo le norme di legge». 

«Che la tutela di tutti i propri figli possa trovare componimento solo nelle aule giudiziarie, non dipende dalla volontà di Margherita Agnelli – prosegue la nota del legale - È un fatto incontrovertibile che, proprio nel giorno della morte di Marella Caracciolo, John Elkann, con i suoi due fratelli, abbia promosso un'azione giudiziaria in Svizzera contro la propria madre, prima ancora che fosse sollevata qualsiasi contestazione sull'eredità della nonna, non essendo, a quella data, neppure stato pubblicato alcun testamento».

«A quella data, peraltro, l’unica altra azione giudiziale pendente, era quella relativa ad un contenzioso svizzero, iniziato nel 2016 da Marella Caracciolo, subito dopo sostituita da John Elkann, contro Margherita Agnelli che, conseguentemente, faceva valere le proprie difese – conclude la difesa di Margerita Agnelli –  Non risulta, inoltre, in nessun testamento di Gianni Agnelli che Margherita Agnelli e i suoi discendenti dovessero essere estromessi da quella parte di asse ereditario a lei mai rendicontato, né risulta che Marella Caracciolo si sia mai effettivamente espressa in tal senso». (riproduzione riservata)



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