Smentendo ancora una volta le previsioni di molti analisti di mercato che non si aspettavano un significativo calo dei noli prima del 2023, a luglio le tariffe per il trasporto via mare di container sono calate in maniera netta praticamente su tutti i trade. Secondo il World Container Index di Drewry i noli fra Cina e Italia, per la prima volta da due anni a questa parte, sono tornati sotto la soglia psicologica dei 10 mila dollari per Feu (container da 40 piedi). Nell'ultima settimana un ulteriore calo del 4% (-371 dollari) ha portato i noli per una spedizione dal porto di Shanghai a quello di Genova a quota 9.929 dollari, vale a dire quasi il 25% in meno rispetto ai 13 mila dollari di inizio 2022.
Il calo è generalizzato: dalla Cina verso Rotterdam il nolo è oggi di 9.154 dollari, verso Los Angeles 7.199 dollari e verso New York 9.827 dollari. Rispetto a un anno fa la flessione è nell'ordine del 20-30%, ma il decremento è avvenuto quasi del tutto negli ultimi mesi e comunque nel 2022.
A preannunciare il trend già alcune settimane fa, in occasione dell'annual meeting di Assarmatori, è stato Francesco Isola, amministratore delegato del gruppo Rif Line, la società di spedizioni laziale che l'estate scorsa ha dato vita a Kalypso Compagnia di Navigazione. «Non credo che esistano oggi vettori marittimi di linea davvero in grado di influenzare il mercato. Non dimentichiamo che siamo stati abituati per 10 anni a un trasporto marittimo sostanzialmente gratuito; nel 2019 i noli erano a 1.500 dollari per Feu dalla Cina all'Italia, e quella è stata la cifra che si è pagato per anni» aveva affermato parlando delle accuse di molti spedizionieri e caricatori a proposito di come si sia arrivati all'impennata dei noli. «Era evidentemente un'attività in perdita per gli armatori, così come altrettanto evidente è che 15 mila dollari per container Feu indicavano una bolla speculativa. Oggi siamo in qualche caso sotto i 10 mila dollari fra Cina e Italia, ma mi auguro che non si torni ai 1.500 dollari». Isola ha anche sottolineato come la logistica sia «un mercato estremamente sofisticato e delicato. Le aziende oggi sono abituate a non fare magazzino, anche per una questione finanziaria e quindi la merce deve arrivare in tempo». Negli ultimi due anni però nel mondo tanti fattori hanno rallentato questo flusso logistico, costringendo a ridisegnare le catene di distribuzione e anche i trasporti via mare. «Ciò non significa che rimarremo a questo livello nei prossimi anni», ha concluso. Le linee marittime attivate da Kalypso Compagnia di Navigazione dalla Cina e dal Bangladesh verso l'Italia sono state concepite per poter operare con noli di mercato anche più bassi degli attuali. (riproduzione riservata)