L’aula del Senato ha approvato il disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese, votando per alzata di mano. Nato su iniziativa del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e della ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, ora passerà alla Camera per il via libera definitivo. Due i temi principali del disegno di legge: uno sul comparto moda e un altro sulla detassazione degli utili investiti.
Il disegno di legge costituisce la prima attuazione dell’articolo 18 della legge 180/2011 che, per mettere in pratica la comunicazione della Commissione europea sulle pmi, prevede che entro il 30 giugno di ogni anno il governo presenti alle Camere un disegno di legge per definire gli interventi ad hoc per l’anno successivo.
Il disegno di legge sulle piccole e medie imprese reintroduce un regime di detassazione degli utili investiti nelle reti d’impresa, con una dotazione triennale di 45 milioni di euro. Un’agevolazione, valida fino al periodo d’imposta 2028, destinata alle imprese che partecipano a delle reti formalizzate che permette di sospendere l’imposta sugli utili se reinvestiti in programmi di sviluppo comuni per la competitività e l’innovazione. L’esenzione può essere applicata fino a un limite di 1 milione di euro annui.
Sempre in materia di aziende, per favorire il ricambio generazionale nelle micro e piccole imprese con una forza lavoro inferiore ai 50 dipendenti, il provvedimento introduce una sperimentazione biennale che consente di assumere a tempo indeterminato lavoratori under 35 per sostituire personale in procinto di andare in pensione, con un esonero contributivo fino a 3 mila euro per il part-time incentivato.
Tra le novità organizzative c’è la nascita delle centrali consortili, enti mutualistici sotto vigilanza ministeriale, che coordineranno le aggregazioni di micro e piccole imprese già riunite in consorzi di filiera, stabilendo condizioni minime di adesione e aree territoriali di riferimento, per favorire sinergie e scala economica.
Al centro del provvedimento la tutela della filiera della moda e del tessile-abbigliamento, con l’istituzione di una certificazione di conformità, su base volontaria, per garantire la correttezza in materia di lavoro, fisco e sicurezza lungo tutto la filiera, dalla capofila ai fornitori e ai subfornitori. Le verifiche saranno effettuate da soggetti abilitati alla revisione legale e consentiranno alle imprese certificate di utilizzare la dicitura «Filiera della moda certificata».
Il testo approvato prevede requisiti stringenti per ottenere la certificazione, tra cui l’assenza di condanne penali negli ultimi cinque anni per titolari o amministratori, la regolarità contributiva e fiscale, e il rispetto della normativa a tutela dei lavoratori sino all’ultimo anello della filiera, in modo che la capofila abbia effettive strumenti e garanzie perché non si verifichino abusi. A supporto del sistema il Mimit istituirà un registro pubblico delle certificazioni.
Il provvedimento introduce anche norme per contrastare le false recensioni online nei settori del turismo e della ristorazione, stabilendo che i commenti sulla Rete siano considerati leciti solo se pubblicati entro 30 giorni dall’effettivo utilizzo del prodotto o servizio, con presunzione di autenticità se accompagnati da ricevuta fiscale. Le recensioni decadranno dopo due anni e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antitrust definirà apposite linee guida per la tutela del consumatore e la trasparenza.
Sul fronte del credito, è stato migliorato l’accesso al finanziamento bancario, introducendo la possibilità di cartolarizzare lo stock di magazzino, includendo anche i crediti derivanti dalla futura vendita dei beni prodotti, potenziando così la liquidità delle imprese e facilitandone la crescita. (riproduzione riservata)