Oltre 102 mila metri quadrati nonché 30 immobili nelle zone centrali di alcune tra le principali città italiane cercano nuovi proprietari. Non si ferma infatti l’attività di dimissione delle ex filiali di Bankitalia su tutto il territorio nazionale, iniziata nel 2008-9 dopo il riassetto della rete territoriale che portò alla chiusura di 57 sedi dell’Istituto per decisione dell’allora governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Ad oggi Via Nazionale è riuscita già a dismettere quasi la metà delle sue sedi ormai inutilizzate, ricavando dalla vendita dei primi 20 immobili circa 50 milioni di euro.
Negli ultimi due anni si è registrata poi un’accelerazione delle alienazioni: sono scomparsi dall’elenco delle ex-filiali di Bankitalia da vendere ben 6 immobili tra il febbraio 2022 e lo stesso mese del 2024. Gli effettivi prezzi di vendita non si conoscono in tutti i casi perché Banca Italia, non essendo soggetta alle norme che regolano la dismissione dei beni patrimoniali dello Stato, accanto alla pubblicazione di avvisi di vendita prende in considerazione anche manifestazioni di interesse pervenute direttamente dagli interessati all’acquisto dei fabbricati, dove si procede mediante trattativa diretta e privata. Via Nazionale dichiara sul suo stesso sito di «privilegiare gli interlocutori di carattere istituzionale e soggetti che siano promotori di iniziative per lo sviluppo delle comunità locali».
Ad esempio, sulle sei operazioni concluse dal 2022, si conosce il prezzo di vendita della ex-filiale di Macerata all’Università di Macerata per 3,6 milioni e il contratto di cessione per 5,5 milioni della sede in centro a Ferrara al ministero della Cultura che ne farà la sede dell’Archivio di Stato. Al contrario, il gruppo Findonati si è aggiudicato l’immobile ex-Bankitalia a Cremona ma non si sa esattamente per quanto: l’ultima valutazione pre-vendita era di 6 milioni di euro, quasi la metà degli 11 milioni stimati all’inizio. Come resta non precisato quanto ha pagato la società Penta Investments per ottenere l’ex-filiale di Reggio Emilia, che attualmente è valutato sui 6-7 milioni.
Restano però ancora in vendita 30 ex-filiali della Banca d’Italia al centro di Alessandria, Asti, Brindisi, Caltanissetta, Enna, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, La Spezia, Lucca, Massa (due immobili), Novara, Nuoro, Oristano, Pavia, Pesaro, Pisa, Ravenna (doppio), Rieti, Rovigo, Savona, Siena, Terano, Terni, Varese, Vercelli e Viterbo. Di questi immobili già 19 hanno in corso trattative mentre la sede di Rieti è stata data in locazione. (riproduzione riservata)