skin track
Benedetto Levi, ad Iliad
Benedetto Levi, ad Iliad
Media & Tlc Leggi dopo

Iliad, sfumate le nozze con Tim ecco quali saranno le prossime mosse. Parla l’ad Benedetto Levi

29 agosto 2025, 20:00

A sette anni dall’avvio della campagna d’Italia, il gruppo di Niel accelera sulla generazione di cassa e si avvicina per la prima volta al breakeven

«Con Tim la trattativa è finita. Il consolidamento deve creare valore, non è fine a se stesso. Non stiamo parlando con altri, ma puntiamo ad accelerare dopo l’ottimo primo semestre. Conti in positivo sia sul mobile che sulla fibra. Utenti e utili in crescita al ritmo più alto dal 2023. E non siamo noi a spingere la guerra dei prezzi, ma i nostri concorrenti». Nella prima intervista dopo la presentazione dei risultati semestrali, Benedetto Levi, amministratore delegato di Iliad in Italia, ha svelato a Class Cnbc anche i retroscena della rottura con Tim dopo una trattativa durata mesi, che ha preso la Borsa in contropiede.

Domanda. Benedetto Levi, il vostro ceo di gruppo, Thomas Reynaud, ha detto che la trattativa con Tim si è interrotta e non riprenderà. Cosa è successo?

Risposta. Le trattative non ci sono più da aprile e non ricominceranno. Abbiamo sempre considerato il consolidamento un’opportunità, non una necessità. I numeri presentati questa settimana - molto positivi e in accelerazione - confermano che la nostra traiettoria è di crescita organica. E oggi lo scenario per l’Italia resta quello di un mercato a quattro operatori.

D. Che il mercato considera troppi. Voi stessi avete puntato su Tim per mesi. Su cosa è avvenuta la rottura: prezzo, governance o antitrust?

R. Non entrerò nel dettaglio di discussioni che ormai sono totalmente alle spalle. Quello che guardo è il futuro, e confermo la volontà di continuare a investire in infrastrutture di reti sia mobili sia in fibra. E sulla possibile espansione in nuovi segmenti.

D. Ma con Tim è finita per sempre?

R. Attualmente la strada è totalmente chiusa. Poi, quello che potrà succedere in futuro nessuno lo sa mai.

D. Alcuni analisti pensano che ora si apriranno nuovi spazi per voi verso Wind Tre.

R. A oggi non c’è assolutamente nulla di concreto. Quando siamo entrati sul mercato non l’abbiamo fatto sperando di consolidarlo. Tutte le nostre nostre scelte sono state basate su una strategia organica, che ha portato i frutti che vedete. Commentare scenari ipotetici futuri oggi non ha senso.

D. Da quando siete sbarcati in Italia, maggio 2018, il mercato è totalmente mutato. Le fusioni Wind-Tre e Fastweb-Vodafone, lo scorporo della rete Telecom, ora l’ingresso di Poste in Tim. Non un azionista qualunque. Come vedete questa novità?

R. Oggi è presto per dirlo, quindi sicuramente monitoreremo, come tutto il settore come cambierà eventualmente l’assetto in futuro. Al momento non vedo nessun cambiamento specifico.

D. Tra i cambiamenti in vista, molti guardano già alle prossime aste per pacchetti di frequenze 3 e 4G...

R. Indubbiamente l’asta per le frequenze che avrà luogo nel 2029 sarà un momento molto importante ed è fondamentale che ci sia chiarezza sulle regole del gioco. Il nostro settore è decisamente capital intensive. Per pianificare investimenti da miliardi di euro, dobbiamo sapere con certezza quali saranno le regole in futuro. Nel 2018 era stata fatta una scelta per le frequenze 5G che aveva massimizzato l’esborso immediato per gli operatori, andando quindi a ridurre per tutti poi la disponibilità di investimenti nello sviluppo delle reti. Auspichiamo che questa volta venga effettuata una scelta diversa, per dare un esempio concreto di come la collaborazione tra pubblico e privato in una visione di lungo termine possa creare valore per tutti. La digitalizzazione non è fine a se stessa: permette di migliorare la qualità di vita, colmare il digital divide, migliorare la competitività delle aziende. Quindi è fondamentale andare in questa direzione.

D. A deprimere il settore è stata anche la feroce guerra dei prezzi...

R. Numerosi studi indipendenti di autorevoli università sostengono che la guerra dei prezzi, da ormai più di cinque anni, non la portiamo avanti noi, ma i tre operatori storici.

D. Ma di sicuro siete stati voi a scatenarla. E, oggi, sul mobile, siamo il Paese con i prezzi più bassi al mondo.

R. Noi da subito siamo entrati sul mercato con un messaggio molto chiaro: prezzi fissi per sempre e trasparenti, quindi che non aumentano di nascosto. Dopo oltre sette anni possiamo dire di non aver mai venduto a un singolo utente il 5G a meno di 10 euro. I tre operatori storici da anni vendono il 5G da 4 a 6 euro. La nostra battaglia è quella della chiarezza delle offerte, non quella dei prezzi più bassi. L’Italia ha prezzi bassi, è vero, ma è anche l’unico mercato dove avvengono le offerte riservate, quelle degli operatori storici mirate verso di noi.

D. La connettività è ormai una commodity. Il valore aggiunto per le telco arriverà dall’intelligenza artificiale?

R. Non sono d’accordo. La connettività è sempre più importante e tra dieci anni lo sarà ancor di più. Servono investimenti imponenti, ma credo che sia un business con grande potenziale di ritorno. Detto ciò, l’AI ha un enorme impatto su tutti i settori. Per questo, a livello di gruppo da tre anni, abbiamo stanziato oltre tre miliardi di euro nella creazione di data center, quindi proprio la potenza di calcolo di base per far girare gli llm (large language model, ossia modelli linguistici di grandi dimensioni; tipologie di intelligenza artificiale addestrate su enormi quantità di dati testuali e codice, ndr). Abbiamo una filiale cloud che fornisce potenza di calcolo a aziende e pubbliche amministrazioni. Internamente abbiamo team di sviluppo che lavorano per far beneficiare all’intero gruppo le ottimizzazioni dell’AI.

D. Altri operatori puntano sulla vendita di nuovi servizi, dalla energia alle assicurazioni. Voi vi state preparando?

R. Aabbiamo una opinione diversa. Vogliamo offrire ai consumatori solo servizi in cui pensiamo di poter portare valore aggiunto. Rivendere servizi di altri non è nelle nostre priorità.

D. Producete cassa, ma non siete ancora break even. Quando ci arriverete?

R. Negli ultimi sei mesi abbiamo generato oltre 90 milioni di cassa, in accelerazione dell’80%. A livello d’utile netto siamo molto vicini al breakeven. indubbiamente i circa 4 miliardi di euro investiti nei primi anni hanno tempi d’ammortamento importanti, ma stiamo seguendo la strategia industriale impostata sette anni fa e i risultati si vedono. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza