Nuovi studi, professionisti contesi e strappati alla concorrenza insieme ai rispettivi team, integrazioni, fusioni e scissioni. Anche se il turnover nel mondo dei grandi avvocati d’affari era già a livelli record prima della pandemia, il 2024 è stato un anno da primato assoluto. Sono circa 300 i giri di toghe solo tra partner e of cousel (calcolati tra gli studi più grandi) avvenuti negli ultimi 12 mesi, a cui vanno aggiunti anche gli spostamenti a seguito delle integrazioni di grossi studi da centinaia di professionisti.
A sentir parlare gli stessi protagonisti del settore sembrerebbe che la spiegazione di questo mutamento risieda in un assestamento che ciclicamente si ripresenta sul mercato. Ma nel bel mezzo di un generale rallentamento economico e della rimodulazione delle richieste delle aziende, gli avvocati devono indubbiamente fare i conti con una professione che sta mutando nei termini e nelle modalità del suo svolgimento, così come nella sua attrattività. Dalla definizione di un business model efficiente ma sostenibile, ai criteri di entrata e di uscita dalla partnership, i passaggi generazionali, l’avvento dell’intelligenza artificiale e la difficoltà ad attrarre nuovi talenti, le sfide che portano studi e professionisti a cambiare non sono poche.
Il 2024 è stato indubbiamente l’anno delle grandi fusioni, nazionali ed estere, partendo da PedersoliGattai, continuando con A&O Sherman, per finire con quella di Herbert Smith Freehills e Kramer Levin. Gennaio è però anche iniziato con la scissione di Belvedere-Inzaghi, tornati a operare separatamente con gli omonimi studi. Pochi esempi che già ben raccontano le due visioni che spaccano a metà il settore: da un lato coloro che ritengono che per crescere si debba puntare su un ampliamento della taglia dello studio al fine di divenire una full practice capace di rispondere a tutte le esigenze del cliente, e dall’altro coloro che ritengono che crescita sia più sinonimo di qualità (che di quantità) e specializzazione, avvalorando il modello dello studio più boutique.
Tra i due il gruppo più nutrito è sicuramente il primo. Il mercato di quest’anno racconta infatti anche di importanti innesti di professionisti da uno studio a un altro: quello da Orrick in Hogan Lovells e BonelliErede, da Zitiello Associati in Advant Nctm, di una parte di hi.lex in Alpeggiani Avvocati Associati e in Target, di una parte di Quorum in Lawal Legal & Tax Advisory, per continuare con quella di Riccardo Agostinelli in Greenberg Traurig o di Macchi di Cellere Gangemi in Lipani. Nonostante gli attori già numerosi, in Italia sembra esserci però spazio e mercato anche per nuove realtà: non sono mancati infatti quest’anno gli studi di nuova costituzione come Nomosophy, Legal & Tax o LabLaw Firm & Company. Realtà che sembrano già dalla loro nascita guardare a un nuovo paradigma del mondo legal, intuibile anche solo dal nome scelto per queste realtà, slegato da quello dei professionisti. Un approccio sposato già da tempo da Fivers Studio Legale e Tributario, che proprio quest’anno ha portato avanti il rebranding (prima Fivelex), o anche da FlowLex sul mercato da circa sei anni e sempre più al fianco di attori istituzionali di quanto lo siano i brand internazionali.
Un mercato sempre più concentrato, e dove l’integrazione la fa da regina anche per le competenze oltre che per i professionisti. Il mondo legal cammina infatti ormai a braccetto con quello del tax, in un connubio inscindibile per chi sostiene la linea della crescita per mezzo di una consulenza a 360 gradi. Una tendenza che dà man forte all’avvento dei comparti legal and tax delle big four, ormai sempre più in ascesa e capaci di saper attrarre avvocati anche dalle prime linee dei più importanti studi d’affari. In questo quadro, il 2024 è stato anche quello dello sbarco nel mondo legal di Bip: il colosso della consulenza digitale è arrivato sul mercato legale dopo la recente introduzione dell’area dedicata anche al private equity.
Se già così la partita all’interno del mondo legal sembra accesa, il campionato riserva ulteriori novità. Dopo un 2024 da record, infatti, i primi rumors sulle novità 2025 non sembrano descrivere un anno tanto più tranquillo. (riproduzione riservata)