Il timore di un innalzamento dei prezzi degli iPhone a causa dei dazi minacciati da Trump ha spinto le vendite degli smartphone, trainando così i conti di Apple nel terzo trimestre, terminato il 30 giugno, che si è chiuso con un fatturato di 94 miliardi di dollari, in crescita del 10% su base annua, e utili netti per 23,4 miliardi, saliti del 9,2%. Numeri subito accolti positivamente da Wall Street, dove il titolo di Apple è salito del 3% nella sessione di after market.
«Apple è orgogliosa di annunciare un fatturato record per il trimestre di giugno, con una crescita a due cifre per iPhone, Mac e Servizi, e una crescita in tutto il mondo, in ogni segmento geografico», ha dichiarato Tim Cook, ceo di Apple. «Nel corso della conferenza mondiale per gli sviluppatori siamo stati entusiasti di presentare un nuovo, splendido design software che si estende a tutte le nostre piattaforme e abbiamo annunciato altre fantastiche funzionalità di Apple Intelligence».
Con ricavi per 44,6 miliardi di dollari e una crescita su base annua del 13,4%, gli iPhone sono stati i protagonisti dei conti, specialmente in un trimestre in cui tradizionalmente molt consumatori rimandano gli acquisti in attesa dei nuovi modelli tradizionalmente in vendita a fine settembre. Il timore dei dazi, e dei relativi incrementi di prezzo, ha spinto anche le vendite dei computer Mac, che hanno registrato un fatturato di 8 miliardi di dollari (+14,8%), mentre gli iPad con 6,6 miliardi di dollari (-8,1%) e i dispositivi indossabili come Watch e AirPods con 7,4 miliardi (-8-5%) hanno registrato ricavi in flessione. In crescita invece i servizi, ormai stabilmente la seconda voce per ricavi nel bilancio di Apple, con ricavi in crescita del 13,2% a 27,4 miliardi di dollari.
A livello geografico la crescita dei ricavi si è estesa a tutte le regioni, con gli Stati Uniti protagonisti con 41,2 miliardi di dollari, seguiti da Europa (24 miliardi), Cina (15,5 miliardi), Giappone (5,8 miliardi) e l’Asia-pacifico (7,8 miliardi). Significativa la crescita in Cina (+4%), dopo alcuni trimestri di vendite in calo. Nonostante la forte resistenza dimostrata, l’incertezza sui dazi rimane comunque un’incognita per il trimestre in corso e quelli seguenti, specialmente perché Apple ha reagito immediatamente alla minaccia dei dazi sui beni prodotti in Cina spostando la produzione degli iPhone destinati al mercato statunitense in India, Paese che è stato però minacciato di nuovi dazi dall’amministrazione statunitense. (riproduzione riservata)