Replicare a Marghera (e non solo) «il modello di logistica portuale al servizio dei grandi player dell'oil&gas» che tanto bene ha funzionato in Africa. È questo il progetto di sviluppo del gruppo Orlean Invest Holding (che fa capo all'imprenditore Gabriele Volpi) nei porti italiani ed europei descritto a MF Shipping&Logistica da Bruno Savio, presidente di Interporto Rivers Venezia. Quest'ultima è la società che ha rilevato a Marghera dal tribunale fallimentare l'ex Terminal Intermodale Adriatico e che sta cercando di rilanciare l'attività in banchina allargando il raggio d'azione con un nuovo piano di investimenti da oltre 20 milioni di euro. Il primo tassello è stato l'arrivo di una gru finora utilizzata in Nigeria e del valore (a nuovo) di circa 4 milioni di euro.
Savio spiega che «l'obiettivo è di fare crescere l'infrastruttura portuale di Marghera sfruttando la prossimità al tessuto economico e imprenditoriale del Nord-Est d'Italia, un'ampia superficie operativa di 250.000 metri quadrati di aree di proprietà con 500 metri di accosto per le navi e un raccordo ferroviario con cinque chilometri complessivi di binari». In concreto i settori di attività nei quali Interporto Rivers Venezia intende operare «sono Project cargo e general cargo innanzitutto, sfruttando le possibili sinergie port to port fra Europa e Africa al fine di proporre un servizio one stop shop e l'expertise al servizio dell'industria oil&gas acquisite in quei settori con le attività che il gruppo Orlean Invest storicamente svolge in Nigeria, Angola e Mozambico. Sia per clienti con cui l'azienda lavora già che per altri», conclude Savio che non esclude altri investimenti in porti italiani. (riproduzione riservata)