Re dollaro sta perdendo la corona? Erano di questo tenore le domande che gli investitori si facevano meno di sei mesi fa, quando il biglietto verde era protagonista di un ciclo di indebolimento che aveva portato il dollar index sui minimi dal 2021.
Tuttavia, nelle ultime settimane la valuta americana ha recuperato rapidamente terreno, favorita anche dall’esito dell’ultima riunione del comitato di politica monetaria della Federal Reserve.
Nei giorni successivi alla prima uscita di Kevin Warsh come presidente della Fed il dollaro è salito al livello più alto da oltre un anno. Il cambio con l’euro è tornato in zona 1,14 dopo che la banca centrale americana ha deciso di mantenere i tassi di interesse al 3,5-3,75%. «L’indice del dollaro ha superato la soglia psicologica dei 100 punti e viene ora scambiato ai massimi degli ultimi 13 mesi, prolungando un rally iniziato quando i mercati hanno concluso che la Fed rimane concentrata sull’inflazione nonostante l’allentamento delle tensioni geopolitiche e il calo dei prezzi del petrolio», sottolinea Daniela Hathorn, senior market analyst di Capital.com. «Il movimento è degno di nota perché si è verificato nonostante le altre principali banche centrali continuino a inasprire la politica monetaria».
La Bce ha infatti alzato i tassi di 25 punti base al 2,25%, e anche la Banca del Giappone ha inasprito il tasso di riferimento di un quarto di punto a giugno, portandolo all’1%. Eppure, entrambe le mosse non hanno evitato l’indebolimento delle rispettive valute. «L’euro e lo yen non sono riusciti a tenere il passo con il dollaro», conferma Hathorn.
Un impatto c’è stato pure sul mercato obbligazionario, ma anche in questo caso il biglietto verde ne è uscito più forte. «I rendimenti dell’eurozona hanno reagito all’annuncio hawkish della Fed con vendite nella parte più lunga della curva, ma ciò non è bastato a sostenere l’euro», aggiungono gli esperti di Ebury.
A questo punto gli economisti si chiedono se il trend durerà. La risposta passa dalla Fed. «Il dollaro è stato sostenuto da dati economici robusti e dalla percezione di una svolta più restrittiva da parte della Fed», considera Mark Dowding, fixed income cio di Rbc Bluebay Am. «Tuttavia, dato che le stime sui rialzi della Fed hanno probabilmente raggiunto il picco, riteniamo che il biglietto verde perderà slancio nelle prossime settimane».
Altri osservatori si aspettano però un rialzo dei tassi a settembre, anche alla luce di un’inflazione core del 3,4% a maggio negli Stati Uniti, al massimo da ottobre 2023. (riproduzione riservata)