Nautica in ripresa nel 2021. Al 31 dicembre dello scorso anno l'industria italiana della nautica registrava infatti un fatturato globale pari a 6,11 miliardi di euro, in crescita del 31,1% rispetto ai 4,66 miliardi del 2020, ma soprattutto che riprendeva il trend crescente in atto ormai dal 2013 quando il volume d'affari del comparto era crollato a 2,4 miliardi. Si è quindi tornati al biennio d'oro 2017/2018 quando il fatturato annuale aveva raggiunto quota 6,2 miliardi di euro. «Il trend ormai è consolidato e i dati ancora incredibili dei primi sei mesi di quest'anno ci dicono che il 2022 sarà un altro anno positivo», ha confermato Stefano Pagani Isnardi, direttore ufficio studi di Confindustria Nautica, secondo il quale «nel è 2023 attesa una fase di stabilizzazione».
L'altro aspetto positivo è che la ripresa è generalizzata. Tutti i settori principali che formano il fatturato dell'industria nautica sono cresciuti nell'ultimo anno: la cantieristica vale 4,09 miliardi (il 66,9% del totale), gli accessori 1,57 miliardi (il 25,7%), i motori 450mila euro (7,4%) e a seguire c'è il refit di imbarcazioni e navi da diporto. In termini di contributo al Pil il peso della nautica ha raggiunto il 2,89%.
Come evidenziato come dal direttore della Fondazione Edison, Marco Fortis, «il settore imbarcazioni da diporto e sportive sul comparto specifico degli altri mezzi di trasporto abbia aumentato la propria incidenza sull'export dal 8,7% del 2000 al 17,9% del 2021». Anche in termini di bilancia commerciale (che meglio misura la specializzazione di una data industria) il peso delle imbarcazioni da diporto e sportive è cresciuto, passando dal 22,1% al 35,5%.
Le Imbarcazioni da diporto e sportive rientrano inoltre tra i settori che dall'inizio del nuovo millennio hanno registrato la maggiore crescita dell'export: considerando unicamente i settori manifatturieri più rilevanti per la bilancia commerciale italiana, vale a dire quelli che presentano nel 2021 un surplus commerciale superiore a 2 miliardi di euro, il comparto delle Imbarcazioni da diporto e sportive si posiziona infatti al decimo posto per crescita dell'export; in particolare, le esportazioni del settore sono passate dagli 850 milioni di euro del 2000 ai 3 miliardi del 2021, registrando una crescita pari a 2,1 miliardi in valore assoluto e al 247,6% in termini percentuali.
L'anno scorso i primi cinque mercati di esportazione dell'Italia nel settore barche e yacht da diporto con motore entrobordo sono state nell'ordine le Isole Cayman (543 milioni di dollari), gli Stati Uniti (532 milioni di dollari), la Francia (268 milioni di dollari), le isole Marshall (245 milioni di dollari) e Malta (241 milioni di dollari). Nella classifica dei primi dieci paesi esportatori mondiali l'Italia è al secondo posto (con quasi 3,5 miliardi di dollari e una quota rispetto al totale mondiale del 16,1%), alle spalle dell'Olanda; se si guarda però la classifica del saldo commerciale l'Italia sale al primo posto con 3,1 miliardi di dollari.
A proposito invece dei principali poli produttivi territoriali al primo posto c'è quello definito dell'Alto Mediterraneo (Liguria e Toscana) con 122 imprese, 3.722 addetti e un fatturato di 1,8 miliardi di euro; a seguire il distretto Adriatico composto da 72 imprese, 2.363 addetti e 790 milioni di euro di fatturato. I seguenti tre distretti geografici più importanti sono quello della Lombardia, quello di Napoli e quello di Torino.
Nel corso della cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico in corso a Genova il presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi, ha evidenziato come la produzione del comparto «sia cresciuta del 31% toccando i 6,11 miliardi con 27 mila addetti diretti. Quest'ultimi nel 2021 sono aumentati del 10% e con la filiera raggiungono i 90 mila occupati. La nautica è dunque il settore che in percentuale è cresciuto più di tutti gli altri». All'evento fieristico di Genova sono esposte oltre 1000 barche, i brand presenti sono oltre 900 e i nuovi modelli 168. (riproduzione riservata)