Un’enorme esplosione ha distrutto il razzo New Glenn di Blue Origin sulla rampa di lancio di Cape Canaveral durante un test di accensione programmato. Il gigantesco vettore alto 98 metri è stato avvolto da una violenta palla di fuoco dopo che una densa nube di fumo aveva iniziato a fuoriuscire dalla parte inferiore della struttura pochi istanti prima della deflagrazione.
Nonostante la gravità dell’incidente, l’azienda aerospaziale fondata da Jeff Bezos ha rassicurato immediatamente sul fatto che non ci sono feriti e che tutto il personale presente sul sito è stato rintracciato e messo in sicurezza.
Le immagini diffuse nelle ore successive mostrano il razzo completamente avvolto dalle fiamme mentre sulla base di lancio si alza una gigantesca colonna di fuoco e fumo. Blue Origin ha parlato di «un’anomalia» verificatasi durante il test hotfire, la procedura con cui vengono accesi i motori prima del lancio effettivo.
Attraverso una breve nota pubblicata su X, la compagnia ha spiegato: «Abbiamo avuto un’anomalia durante il test hotfire di oggi. Tutto il personale è stato rintracciato. Forniremo aggiornamenti man mano che ne sapremo di più».
Anche Jeff Bezos è intervenuto sui social poco dopo l’incidente, confermando che tutto il personale è «sano e salvo» e sottolineando che è ancora «troppo presto» per individuare la «causa profonda dell’incidente». «È stata una giornata molto difficile», ha scritto il fondatore di Blue Origin che ha però assicurato che l’azienda non intende fermarsi: «Ricostruiremo ciò che deve essere ricostruito e riprenderemo i voli. Ne vale la pena».
L’azienda aerospaziale, di proprietà del fondatore di Amazon Jeff Bezos, aveva dichiarato di puntare a collocare 48 satelliti nella orbita terrestre bassa per conto di Amazon, nel tentativo di espandere le capacità di banda larga in capo al colosso dell’e-commerce.
L’esplosione di oggi rappresenta l’ennesimo problema per il programma New Glenn. Negli ultimi mesi il razzo non era riuscito a completare correttamente l’inserimento in orbita di un dispositivo per telecomunicazioni, un episodio che aveva già portato all’apertura di un’indagine tecnica. Ora i vertici della società hanno avviato nuovi accertamenti per chiarire le cause dell’esplosione e valutare l’entità dei danni subiti dalla struttura e dai sistemi di lancio.
L’incidente rappresenta la seconda esplosione di un razzo di alto profilo e livello registrato negli ultimi giorni, dopo che una Starship di SpaceX, del patron di Tesla Elon Musk, è andata in fiamme al momento dell'atterraggio, al termine di un volo di prova effettuato la scorsa settimana.
Tra le reazioni è arrivata anche quella di Elon Musk, fondatore della concorrente SpaceX, che ha espresso solidarietà per quanto accaduto definendo l’episodio «molto sfortunato».
«I razzi sono difficili», ha scritto Musk su X, riconoscendo la complessità tecnologica delle missioni spaziali e la delicatezza dei test sui grandi vettori.
Anche il deputato della Florida Mike Haridopolos ha seguito da vicino la situazione, spiegando di aver avviato un confronto con il vertice della Nasa Jared Isaacman e ringraziando soccorritori, tecnici ed esperti intervenuti tempestivamente dopo l’esplosione. (riproduzione riservata)