Un fatturato annuo da 50 milioni di euro, un incremento dell'organico destinato a decuplicare l'attuale forza lavoro superando le 200 unità e il traguardo strategico della quotazione in borsa, il tutto in un orizzonte temporale di cinque anni. Questi sono gli obiettivi industriali e finanziari su cui si fonda il nuovo piano di Netalia, il provider cloud italiano nato a Genova. Intanto è stato deliberato un secondo aumento di capitale, aperto a terzi, la cui conclusione è prevista entro l'estate.
Si tratta di obiettivi raggiungibili anche alla luce delle dinamiche di mercato. Il comparto del cloud italiano vale 8 miliardi, con un incremento annuale del 20%. Ma l’offerta in Italia «si attesta al di sotto dei 160 milioni, di cui Netalia rappresenta l’8%, essendo l’operatore più piccolo sul mercato ma anche l’unico totalmente dedicato alla tecnologia cloud», ha spiegato a MF-Milano Finanza Michele Zunino, ad di Netalia.
Il mercato del cloud, globale e anche italiano, sta passando da una fase di adozione a una di repatriation, ovvero il trasferimento dei patrimoni digitali dalle grandi multinazionali verso i provider locali, «per garantirsi sicurezza e per accessibilità nonostante le incognite geopolitiche. Quel tema di sovranità digitale tornato, infatti, recentemente in auge», ha sottolineato Zunino. La delocalizzazione dei dati è «un problema tutto europeo, visto che da sempre Usa e Cina hanno affidato i loro dati a operatori locali». A livello settoriale, ha aggiunto, «ci aspettiamo che si muovano per primi i settori della finanza, delle utility, dei trasporti e della logistica, dei media e della sanità». (riproduzione riservata)