«Il Prime Day per Amazon», che quest’anno avrà luogo dall’8 all'11 luglio «resta centrale, ma non per i motivi che pensavamo. È un catalizzatore di attenzione. Un acceleratore di abbonamenti. Un osservatorio macro. E un test di resilienza operativa. Non spiega tutto, ma rivela moltissimo. Perché in un'economia fragile, con consumatori meno fedeli e competitor più agguerriti, Amazon non cerca solo di vendere di più. Cerca di confermare che il suo modello è ancora quello giusto». Lo afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro, analizzando l’Amazon Prime Day e l’andamento del titolo Amazon.
«Introdotto nel 2015 per celebrare il 20° anniversario dell’azienda, il Prime Day è cresciuto fino a generare miliardi di dollari in poche ore, trasformandosi in uno strumento per trainare abbonamenti, margini e quote di mercato. Amazon Prime è molto più di una leva promozionale: è un ecosistema. Nel primo trimestre 2016 i ricavi da abbonamento erano pari a 1,3 miliardi. Nello stesso periodo del 2025 hanno superato gli 11,7 miliardi, rappresentando il 7,5% del fatturato e crescendo a un ritmo composto vicino al 25% annuo. Più Prime significa più fedeltà, più spesa, più dati, più pubblicità. E, in definitiva, maggiore potere operativo», prosegue l'esperto.
«Il Prime Day è anche un test per Prime stesso», secondo Debach. «JP Morgan stima 350 milioni di abbonati entro fine anno, rispetto ai 200 milioni del 2021. Con ricavi annui superiori a Netflix, Spotify e Walmart, margini elevatissimi e uno scontrino medio doppio rispetto a un utente non Prime, è l'asset più strategico dell'intero modello Amazon».
«Il confronto con Walmart è inevitabile: Amazon è oggi il primo retailer globale per capitalizzazione di mercato, con un valore di oltre 2.370 miliardi di dollari, quasi tre volte quello di Walmart, fermo a 792 miliardi. Ma se si guarda ai ricavi, la classifica si inverte: Walmart resta il numero uno per fatturato, con 685 miliardi di dollari negli ultimi dodici mesi, contro i 650 miliardi di Amazon. Il colosso di Bentonville ha raggiunto 100 miliardi di dollari di ricavi dall'eCommerce nel 2024. E quest'anno ha esteso la durata dei suoi Walmart Deals a sei giorni, in risposta all'allungamento del Prime Day da due a quattro. Due modelli sempre più simili: Amazon ha Prime, Walmart ha Walmart+. Entrambi puntano sulla membership per fidelizzare e anticipare la spesa back-to-school, sottraendo domanda al terzo trimestre», conclude Debach.
Secondo Adobe, la spesa complessiva potrebbe toccare i 23,8 miliardi di dollari, di cui 14,5 attribuibili direttamente ad Amazon. Ma l’aumento rispetto al 2024, quando il Prime Day aveva generato 14,2 miliardi in 48 ore, è solo del 2%. L’estensione temporale compensa quindi il rallentamento della spinta giornaliera. (riproduzione riservata)