«La conoscenza non è mai immune dagli errori: basti pensare agli antropologi che nell’Ottocento misuravano i crani per classificare gli esseri umani. È bene che il sapere cambi, quindi. Anzi, il sapere deve cambiare e deve sempre aggiornarsi. Per questo motivo, avere a disposizione un’enciclopedia che si può modificare, che si può correggere e che può evolvere anche con la nostra comprensione del mondo è sano ed è bello». A parlare è Iolanda Pensa, formazione appunto da antropologa e, da dicembre 2020, presidente di Wikimedia Italia.
Sapere libero e di tutti, dunque, ma come è possibile? Grazie, anche, ai fondi raccolti con il 5x1000 (c.f. Wikimedia Italia 94039910156). «Il 5x1000 rappresenta la nostra linfa vitale», continua Pensa. «A parte una lieve flessione nel 2020, legata probabilmente alla pandemia e alla scelta comprensibile di molte persone di sostenere le organizzazioni attive in ambito sanitario, negli anni il numero di chi ha scelto di sostenere la conoscenza libera è aumentato, passando dagli oltre 37.317 euro del 2010 ai 637.221 euro del 2021 (importi per scelte espresse, ndr)».
Con i fondi raccolti, Wikimedia Italia aiuta le istituzioni culturali (musei, archivi e biblioteche) a condividere online il proprio patrimonio, ma organizza anche progetti rivolti alla formazione di insegnanti e professori universitari, per portare Wikipedia, i progetti Wikimedia e OpenStreetMap tra i banchi e in aula. Infine, sostiene Wiki Loves Monuments, concorso fotografico che vuole documentare il patrimonio culturale su Wikimedia Commons, condividendolo con il resto del mondo.
Nello specifico il 20-21% dei fondi (per il 2022 sarà il 21%) è destinato al sostentamento dell’ente stesso, quindi di Wikimedia Italia, mentre tutto il resto è investito nella formazione, nelle iniziative dei volontari, nello sviluppo di tool e nella realizzazione dei vari progetti. Lo scorso anno, per citare un esempio, è stata portata avanti la collaborazione con Archivio Ricordi con il fine di rendere disponibili su Wikisource e Wikidata centinaia di documenti storici (tra cui, spartiti e immagini) sulla grande stagione della musica classica: da Vivaldi a Verdi, fino a Puccini.
Come per ogni contenuto messo a disposizione, anche in questo caso i documenti caricati sono liberi e possono essere utilizzati anche per usi commerciali: qui sta la forza di Wikimedia, che in cambio richiede che nella licenza venga citata l’attribuzione (ossia, il credito) e che si rispetti la clausola di share-alike, cioè «condividi allo stesso modo» (se vengono inseriti dati nuovi, anch’essi devono rimanere liberi per tutti).
«Per noi sostenere le istituzioni culturali nell’aprirsi all’open access e collaborare a Wikipedia in italiano, ai progetti Wikimedia e a OpenStreetMap è una priorità», conclude la presidente. «Nel 2022 ci stiamo impegnando in particolare per «Tutti i musei italiani su Wikipedia», cercando di coinvolgere più realtà possibili. L’obiettivo principale è quello di caricare i loro contenuti digitali in modo di renderli fruibili e liberi per tutti, in nome del sostegno e della valorizzazione della digitalizzazione verso cui tendono, o dovrebbero tendere, ormai tutte le istituzioni. Poi non mancheranno ovviamente investimenti per Wikipedia in italiano, Wikimedia Commons e OpenStreetMap: tutti progetti cui teniamo in egual modo e che sosteniamo tecnicamente o aprendo i dati che poi finiranno sui progetti stessi, come nel caso di OpenStreetMap per il quale le collaborazioni con Cai - Club Alpino Italiano e con la Protezione Civile sono state attivate proprio nell’ottica di aprire e produrre maggiori contributi».
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