Papa Francesco ha una «polmonite bilaterale» e ciò rende «il trattamento terapeutico più complesso» e necessita «un’ulteriore terapia farmacologica». Lo rende noto nella serata del 18 febbraio un bollettino medico diramato dalla sala stampa della Santa Sede.
«Gli esami di laboratorio, la radiografia del torace e le condizioni cliniche del Santo Padre continuano a presentare un quadro complesso. L’infezione polimicrobica, insorta su un quadro di bronchiectasie e bronchite asmatiforme, e che ha richiesto l’utilizzo di terapia cortisonica antibiotica, rende il trattamento terapeutico più complesso. La tac torace di controllo alla quale il Santo Padre è stato sottoposto questo pomeriggio, prescritta dall'equipe sanitaria vaticana e da quella medica della Fondazione Policlinico A. Gemelli, ha dimostrato l’insorgenza di una polmonite bilaterale che ha richiesto un'ulteriore terapia farmacologica. Ciononostante Papa Francesco è di umore buono. Questa mattina ha ricevuto l’eucarestia e, nel corso della giornata, ha alternato il riposo alla preghiera e alla lettura di testi. Ringrazia per la vicinanza che sente in questo momento e chiede, con animo grato, che si continui a pregare per lui», conclude il bollettino.
Annullati fino a domenica prossima, 23 febbraio, tutti gli impegni del Papa, ricoverato al Policlinico Gemelli per un’infezione polimicrobica alle vie respiratorie. A comunicarlo la Sala stampa della Santa Sede. «A motivo delle condizioni di salute del Santo Padre, l’udienza giubilare di sabato 22 febbraio è annullata», è stato reso noto, con una dichiarazione rilanciata anche dal Servizio di informazione religiosa (Sir).
«Per la celebrazione della santa messa in occasione del Giubileo dei diaconi, in programma per domenica 23 febbraio, alle ore 9, nella basilica di San Pietro, Papa Francesco ha delegato monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione, sezione per le Questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo».
Per Papa Francesco è il quinto giorno di ricovero. La notte scorsa è passata in modo tranquillo. Al Pontefice è stata rimodulata la terapia dopo gli esami e gli accertamenti che hanno dimostrato «un quadro clinico complesso». Stamani per lui «riposo e letture giornali», ha fatto sapere il direttore della sala stampa della Santa Sede Matteo Bruni.
In un comunicato diffuso nel pomeriggio del 17 febbraio le condizioni del Pontefice sono state definite «stazionarie, non ha la febbre e continua a seguire la terapia». La sua degenza al decimo piano dell’Ospedale Gemelli si preannuncia, comunque, più lunga del previsto.
Quello che preoccupa, ora, è capire se Papa Francesco sarà in grado di rispettare gli impegni del Giubileo. Difficile dirlo oggi, quello che preoccupa di più i medici sono le possibili ricadute che potrebbero interessare l’apparato respiratorio del Pontefice. I suoi problemi respiratori vanno, infatti, avanti già da qualche tempo: domenica 9 febbraio per esempio il papa aveva interrotto l’Angelus dicendo di non poter proseguire le letture perché aveva difficoltà a respirare. Papa Francesco ha 88 anni e da tempo ha qualche problema di salute legato anche alla sua età: negli ultimi quattro anni è stato ricoverato quattro volte.
Francesco è, comunque, «di umore buono», ha sottolineato ieri il direttore della sala stampa della Santa Sede Matteo Bruni, e nonostante il ricovero, non vuole trascurare alcuni suoi «impegni», quali la quotidiana video chiamata alla parrocchia di Gaza, intorno all’ora di cena, per esprimere la propria vicinanza alla popolazione e alla comunità cattolica. Non solo. Il Pontefice ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Baie-Comeau, in Canada, presentata da monsignor Jean-Pierre Blais. Il Pontefice ha quindi nominato vescovo di Baie-Comeau padre Pierre Charland, finora ministro provinciale dei Francescani del Canada. Monsignor Blais, 75 anni, è menzionato nell’elenco degli aggressori sessuali depositato nell’ambito della class action contro l’arcidiocesi di Quebec. (riproduzione riservata)