La morte drammatica di Luca Reale Giuseppe Ruffino, che era subentrato all’attuale ministro del Turismo Daniela Santanchè a ottobre del 2022 nel controllo di Visibilia Editore aggiunge mistero su mistero alla travagliata vicenda della galassia delle società create dalla stessa Santanchè, indagata dalla Procura di Milano per bancarotta e falso in bilancio.
Con la scomparsa tragica del salvatore di Visibilia ci si sarebbe aspettati che il titolo si inabissasse sul listino. In realtà è accaduto, in modo del tutto inspiegabile, l’esatto contrario. Dopo il primo giorno di contrattazioni, lunedì 7 agosto, dopo la notizia del suicidio di Ruffino (avvenuto nella notte tra il sabato e la domenica precedenti), in cui Visibilia era crollata, ecco arrivare l’inaspettato. Già martedì 8 agosto la resurrezione, con scambi vigorosi sul titolo e un rialzo prodigioso. In sole quattro sedute di borsa Visibilia ha preso letteralmente il volo, passando da 0,38 centesimi a 0,75 centesimi.
Un exploit continuato anche questa settimana con il titolo ormai salito oltre la soglia degli 1,3 euro nella seduta di venerdì 18. Il rialzo ha più che triplicato il valore di mercato di Visibilia Editore. Il tutto in poche sedute dal suicidio del presidente della società. Una notizia che avrebbe al contrario dovuto segnare il crollo del titolo
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Senza più Ruffino che, direttamente e con la sua Sif Italia aveva prima, l’anno scorso, comprato il 28% della società per poi salire a più riprese fino a detenere il 46% delle azioni, che speranze c’erano di mantenere in vita una società appesa a un filo tra perdite e debiti non pagati?
Quel che non torna in questa vicenda è chi e per conto di chi sta rastrellando titoli Visibilia. I volumi degli scambi infatti sono relativamente enormi. Da quando ha preso a volare, lo scorso 8 agosto, sono passati di mano ben 2,6 milioni di titoli. Le azioni in circolazione sono 8 milioni, di cui quasi 3,6 milioni in mano a Sif Italia, la società di Ruffino. Di fatto ha cambiato proprietà ben più della metà del flottante. Un simile movimento è difficile da giustificare con le armi della logica e del buon senso. O qualche day trader si è messo a comprare la mattina e vendere la sera, speculando sul differenziale di prezzo, oppure qualcuno sta manovrando per salire nel capitale.
Già, ma chi può avere interesse a diventare socio forte di una società che, pur trasformatasi in holding della galassia ex Santanché, continua a perdere denaro a bocca di barile? Nel 2022 la perdita è stata di altri 1,3 milioni, dopo l’ennesimo buco da 3,5 milioni del 2021. Perdere 1,3 milioni su 4,2 milioni di ricavi vuol dire bruciare 30 euro ogni 100 euro di introiti. Non solo; senza i continui aumenti di capitale, sottoscritti in primo luogo dallo scomparso Ruffino, e senza le iniezioni di liquidità dai bond convertibili di Negma, Visibilia Editore sarebbe tecnicamente fallita.
A fine del 2022 il patrimonio netto si era ridotto a soli 10 mila euro a fronte di debiti complessivi per 5,6 milioni di euro, di cui esposizioni scadute per oltre 1,7 milioni. Senza di fatto flussi di cassa, che per Visibilia Editore non ci sono mai stati fin dalla nascita, come si può pensare di reggere un debito di quelle dimensioni? Senza l’apporto provvidenziale e salvifico di Ruffino già l’autunno scorso Visibilia Editore, che aveva conferito le sue attività operative alla malconcia Visibilia Editrice srl, avrebbe probabilmente dovuto portare i libri in tribunale. Aggiungendo grana su grana alla già complicata situazione giudiziaria di Santanchè.
Occorre tornare a Ruffino per sciogliere la matassa. Esclusa una malattia grave dall’autopsia, non resta che guardare agli aspetti economici e professionali della vita di Ruffino per provare a capire il mistero spesso insondabile di chi decide di togliersi la vita. Ruffino nelle lettere ai familiari parla degli ultimi anni difficili e faticosi. Un male di vivere che deve averlo portato al gesto estremo. Grandi preoccupazioni sull’andamento dei suoi affari a capo di Sif Italia pare non ce ne fossero.Il gruppo, che opera nel campo delle amministrazioni condominiali con oltre 80 mila unità immobiliari gestite, godeva e gode di ottima salute.
I ricavi, da quando il piccolo gruppo a fine 2021 si è quotato in borsa, hanno continuato a crescere e anche con un’ottima redditività. Nel 2022 Sif Italia ha chiuso il bilancio con ricavi per 8,3 milioni e con un utile netto di 1,9 milioni di euro. Negli ultimi due anni il fatturato si è raddoppiato e gli utili sono passati da poco meno di 500 mila euro ai quasi 2 milioni. Sif Italia vanta un patrimonio netto consolidato di ben 9 milioni a fronte di un indebitamento finanziario netto di soli 3 milioni di euro. Piccola ma molto redditizia e solida, dunque.
Lo scorso marzo, con il titolo sui massimi, i soci Ruffino e Cinzia Tarabelli hanno venduto parte delle loro quote al fondo Oxy, che è entrato nel capitale con il 28%. Per Ruffino e Tabarelli un incasso di circa 9 milioni di euro in totale. Se c’era qualche difficoltà finanziaria che angustiava Ruffino non era certo in Sif Italia.
Più problematica la situazione in Visibilia Editore. Qui Ruffino doveva saldare i debiti contratti e, come affermato in un’intervista, era creditore verso Santanchè per 1,5 milioni di euro. Davvero poteva credere, lui che aveva creato un piccolo impero nella gestione immobiliare e che non aveva mai fatto il passo più lungo della gamba, di poter rendere profittevole prima o poi una società come Visibilia, che ha sempre prodotto perdite, ha un fatturato traballante ed è tuttora sommersa dai debiti?. Forse la sua angustia veniva proprio da quel tentativo di salvataggio senza futuro. (riproduzione riservata)