Dopo l’intensa fase di promozione fra gli operatori di mercato, il fondo per salvare la liquidità delle pmi quotate a Piazza Affari è in via di lancio. E venerdì 23 gennaio, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarà proprio il Mef a fare il punto della situazione a Piazza Affari con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti durante una mattina dedicata al Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi): «Un’iniziativa di sistema per il mercato azionario italiano». Il Fnsi è un umbrella fund con un regolamento unico e una decina di fondi singoli, gestiti da banche, assicurazioni e sgr, che andranno a investire nelle piccole e medie imprese di Piazza Affari caratterizzate da scarsa liquidità e un numero ridotto di scambi. Lo scopo del progetto è di sostenere il valore, depresso, delle pmi quotate evitando, come si è visto nel 2025, che vengano poste sotto opa magari a prezzi di super saldo.
Il Fnsi dovrebbe investire nelle società quotate a partire da giugno con una dotazione minima di 750 milioni di euro, di cui il 49% apportato da Cdp. Già sette fondi su dieci sono stati approvati da Consob e sono attualmente in raccolta fra gli investitori istituzionali. Si tratta di quelli messi a punto da Intesa Sanpaolo, Generali, Equita Sim, Algebris, Arca, Anima e Amundi.
Il programma del 23 gennaio prevede la presenza di diversi esponenti del governo: il ministro Giorgetti parlerà della «Forza del Sistema Italia» a fine mattinata, mentre l’apertura sarà a cura del padrone di casa, Fabrizio Testa, ceo di Borsa Italiana (Euronext Group), seguito dall’intervento del sottosegretario Federico Freni che ha messo a punto il progetto Fnsi assieme a Giulio Centemero, membro della commissione Finanze della Camera. Prenderà la parola anche Fabio Barchiesi, amministratore delegato di Cdp Equity sul ruolo di Cassa nell’operazione ed entrerà più nel dettaglio Mauro Baragiola, che, per conto di Cdp, è il responsabile del Fnsi. Seguirà quindi un panel dedicato alle Sgr con la presenza di Filippo Casagrande, chief of investments di Generali Investments, Alessandro Solina, Chief Investment Officer di Eurizon Capital Sgr e Francesco Sandrini, cio di Amundi sgr.
Al secondo panel, invece, partecipano le casse di categoria, quindi Enpam (Medici e gli Odontoiatri), Cassa Forense, Enasarco (agenti e rappresentanti di commercio) ed Enpaia (settore agricoltura). A chiudere, come si è visto, il ministro Giorgetti. Il regolamento del fondo prevede che Fnsi investa una quota prevalente, almeno pari al 70% delle masse gestite, in titoli azionari quotati in mercati regolamentati. Gli emittenti devono essere di piccola e media capitalizzazione e non far parte dell’indice Ftse Mib. In questo 70% rientra anche l’Egm, il segmento delle imprese più piccole per le quali è stato pensato questo progetto fin dall’inizio. Il fondo può investire una quota non prevalente, fino al 30%, in titoli azionari quotati in mercati regolamentati di società con un fatturato superiore a 50 milioni di euro e in titoli di debito emessi dall’Italia (Btp), da Paesi dell’Ue e dalla Commissione Europea. (riproduzione riservata)