Il ministero dell’Economia rafforza l’arsenale contro la spesa pubblica fuori controllo. Con un bando appena pubblicato, Via XX Settembre avvia il reclutamento di 294 funzionari a tempo indeterminato che avranno un compito delicato: affiancare i ministeri nella revisione delle uscite e nella valutazione delle politiche pubbliche, in una fase in cui la disciplina di bilancio è tornata al centro dell’agenda nazionale.
Il concorso punta a costruire un vero e proprio corpo tecnico della spending review. Dei 294 posti messi a bando, 261 riguardano l’Area dei funzionari, mentre 33 sono riservati all’Area delle elevate professionalità, figure apicali non dirigenziali che potranno arrivare a percepire retribuzioni fino a circa 100 mila euro annui. Si tratta di profili altamente specializzati, destinati a diventare il perno delle attività di analisi e razionalizzazione della spesa all’interno delle amministrazioni centrali.
L’operazione si inserisce in un contesto di finanza pubblica sempre più stringente. La legge di Bilancio 2026 ha imposto una cura dimagrante ai ministeri: oltre dieci miliardi di euro di aggiustamenti nel triennio, tra impegni rinviati (7,2 miliardi) e risorse cancellate definitivamente (3,2 miliardi). A questi si sommano gli obiettivi di riduzione della spesa corrente, che valgono 500 milioni nel 2026 e 700 milioni nel 2027, oltre a ulteriori tagli strutturali che dal 2028 superano il miliardo l’anno.
I vincitori del concorso, le cui domande dovranno essere presentate entro il 27 gennaio, saranno distribuiti tra i vari dicasteri. Non tutti, però, potranno contare sulle elevate professionalità. Il Mef ne assorbirà 11, seguito dal Viminale con 10 unità, mentre Turismo e Cultura ne avranno rispettivamente 6 ciascuno. Una scelta che riflette la diversa complessità delle strutture amministrative e dei capitoli di spesa da presidiare.
Sul fronte dei funzionari, la distribuzione è più ampia e racconta le priorità operative del governo. Il ministero degli Affari Esteri sarà quello con il contingente più numeroso (34 unità), seguito da Università e ricerca (33), Lavoro (32) e Agricoltura (30). Alla Presidenza del Consiglio arriveranno 15 funzionari, mentre al Mef ne saranno assegnati solo quattro. Entro il 30 giugno, ciascun dicastero dovrà predisporre un Piano di analisi e valutazione della spesa, accompagnato da un sistema di monitoraggio più puntuale sull’uso delle risorse pubbliche: ed è qui che entreranno in gioco i 294 nuovi funzionari. (riproduzione riservata)