Creare un meccanismo premiante per effetto del quale chi offre servizi di logistica a ridotto impatto ambientale possa ottenere dei benefici rispetto a chi invece è meno eco-friendly. È questa l'idea che Umberto Ruggerone, presidente di Assologistica, intende lanciare nel prossimo futuro e di cui si è parlato anche all'evento “Il Logistico dell'Anno” andato in scena ieri a Milano.
A MF Shipping&Logistica il vertice dell'associazione che rappresenta gli interessi di imprese di logistica, dei magazzini generali e frigoriferi, dei terminalisti portuali, interportuali e aeroportuali, racconta la sua idea di riforma del settore e il cui risultato ultimo potrebbe essere l'applicazione del meccanismo dei certificati verdi anche alla distribuzione delle merci. «Il mio sogno è quello di vedere imprese che svolgono servizi di trasporto intermodale poter vendere ad altri soggetti “cedole verdi”», spiega Ruggerone, che nel corso del 2022 intende lavorare a una proposta di legge proprio su questa novità. «Bisogna rendere anche economicamente vantaggioso quello che oggi non lo è; non emettere CO2 deve avere un valore anche economico oltre che etico».
Idealmente, dunque, chi opera nel trasporto su strada impiegando mezzi inquinanti per poter svolgere la propria attività dovrebbe acquistare diritti a rilasciare emissioni da chi invece opera in maniera sostenibile. Il tutto ovviamente a fronte di apposite certificazioni ottenute. A vendere queste cedole verdi potrebbero essere non solo le aziende che svolgono trasporto intermodale: «Penso ad esempio anche all'operatore 3PL che offre servizi di logistica in un magazzino carbon-neutral o carbon-positive: dovrebbe esistere un meccanismo premiante per il logistico ma anche un vantaggio per la committenza che sceglie di lavorare con un soggetto di questo tipo», aggiunge Ruggerone.
Quello che potrebbe generarsi, secondo il presidente di Assologistica, è un circolo virtuoso dove a sua volta «si potrebbe coinvolgere anche un dealer energetico che, attraverso pannelli fotovoltaici installati sul tetto del magazzino, consente la ricarica dei mezzi elettrici per la distribuzione delle merci a zero emissioni. O ancora quella stessa struttura immobiliare potrebbe generare e cedere l'energia in eccesso al comune nel quale sorge. Sarebbe un'idea innovativa rispetto invece a limitarsi a realizzare il solito parco giochi delle vicinanze come opera compensativa».
A questo proposito, in occasione dell'ultima Agorà di Confetra (Confederazione generale italiana della logistica), il prof. Ennio Cascetta aveva anch'egli sottolineato la «necessità di fare qualcosa per promuovere la sostenibilità e il ricambio ad esempio del parco veicolare impegnato nel trasporto merci su strada». Cascetta aveva poi aggiunto che «i trasporti carbon-neutral saranno sempre più richiesti dalla committenza» e aveva sostenuto come sia necessario «spingere il più possibile le aziende dalla certificazione della propria sostenibilità». Come? «Ad esempio consentendo la circolazione per il trasporto merci nel week end solo alle società in possesso di questo tipo i certificazione green».