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Massimo Mauri, ceo di Seco
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Il futuro di Seco ha la forma di un robot umanoide. E l’azienda alza il target dei ricavi

12 settembre 2026, 16:00

Seco si allea con Neura Robotics per competere nel mercato. Nonostante il dominio cinese, l'azienda italiana punta a diventare un campione europeo nel settore, con il supporto di investitori globali

Conti in linea con le attese ma soprattutto una collaborazione con i tedeschi di Neura Robotics, campioni europei di robotica avanzata. C’è questo dietro al balzo in borsa di Seco, reduce da una settimana in cui ha guadagnato circa il 30%. La società, specializzata in infrastrutture digitali e sistemi di AI fisica, contribuirà alla progettazione e produzione di moduli elettronici di elaborazione per i robot di Neura, incluso il modello umanoide 4NE1. La partnership dovrebbe dare i primi frutti già il prossimo anno, portando in dote almeno 25 milioni di euro di ricavi aggiuntivi nel 2027 secondo le stime del management.

«Neura Robotics è la più grande azienda europea nel settore dei robot umanoidi. Hanno raccolto finora 1,4 miliardi di euro di capitali e l’ultimo aumento di capitale è stato sottoscritto da Tether, Bosch, Amazon, Qualcomm. Siamo molto contenti di questa partnership che ci consentirà anche di usare i robot di Neura sulle linee di produzione», spiega Massimo Mauri, amministratore delegato di Seco, tracciando un profilo del partner.

I risultati di Seco

Seco ha chiuso il primo semestre con un fatturato di 98,7 milioni (+0,3%) e un utile netto di 5,5 milioni (-24,7%). Numeri non esplosivi ma coerenti con le stime del gruppo e degli analisti. Inoltre, il capo azienda si aspetta che il business acceleri in modo significativo nella seconda parte dell’anno, a partire già dal trimestre in corso. «Nel terzo trimestre ci aspettiamo di crescere del 25% e poi di continuare in questa direzione grazie a un aumento del 50% dell’acquisizione di nuovi ordini», sostiene Mauri. «L’uso dell’AI nei dispositivi sull’edge sta evolvendo l’utilizzo dei macchinari stessi e sostiene un trend molto forte, che non risente nemmeno del forte incremento dei prezzi dei componenti».

Dal 2027 i conti dovrebbero incorporare i proventi del progetto con Neura Robotics. Il contributo della partnership dovrebbe aumentare di trimestre in trimestre da gennaio e coprire anche gli anni successivi, dal momento che l’accordo è a lungo termine e Seco si aspetta di vederne i risultati anche dopo il 2030. Partendo dal 2027, l’azienda ha aggiornato gli obiettivi annuali spostando il target dei ricavi da 245 a 270 milioni, come comunicato in una call con gli analisti dopo la presentazione della semestrale.

L’era dei robot

Negli anni Seco si è sviluppata come produttore di sistemi elettronici, hardware e software per usi industriali e di Internet of Things. Con Neura il campo che si apre è quello dei robot umanoidi, uno dei comparti a più alto potenziale di crescita e sotto la lente degli investitori, come ha dimostrato il debutto record di Unitree Robotics alla borsa di Shanghai (+629% nella prima seduta).

Al momento il settore è dominato dai produttori cinesi - oltre nove robot umanoidi su dieci nel 2025 sono stati venduti da società con sede in Cina - ma questo non spaventa il gruppo italiano. «La corsa agli umanoidi è appena iniziata. È vero che la Cina è avanti, ma non è una gara persa», dichiara Mauri. «L’obiettivo della partnership è proprio creare un campione europeo che possa competere a livello globale. Manca ancora un contesto europeo a sostegno del settore, ma in sede Ue sono iniziate delle conversazioni sul tema e spero che questo mega trend sia supportato».

Anche gli analisti sono ottimisti riguardo alle opportunità che il comparto può offrire a Seco. Equita, ad esempio, ritiene che «l’ingresso in questo nuovo verticale rappresenti un’ulteriore conferma del know-how tecnologico di Seco e ne rafforzi le prospettive di medio-lungo termine» dando «esposizione a un mercato ancora in fase iniziale ma caratterizzato da un elevato potenziale di crescita». (riproduzione riservata)



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