Conti in linea con le attese ma soprattutto una collaborazione con i tedeschi di Neura Robotics, campioni europei di robotica avanzata. C’è questo dietro al balzo in borsa di Seco, reduce da una settimana in cui ha guadagnato circa il 30%. La società, specializzata in infrastrutture digitali e sistemi di AI fisica, contribuirà alla progettazione e produzione di moduli elettronici di elaborazione per i robot di Neura, incluso il modello umanoide 4NE1. La partnership dovrebbe dare i primi frutti già il prossimo anno, portando in dote almeno 25 milioni di euro di ricavi aggiuntivi nel 2027 secondo le stime del management.
«Neura Robotics è la più grande azienda europea nel settore dei robot umanoidi. Hanno raccolto finora 1,4 miliardi di euro di capitali e l’ultimo aumento di capitale è stato sottoscritto da Tether, Bosch, Amazon, Qualcomm. Siamo molto contenti di questa partnership che ci consentirà anche di usare i robot di Neura sulle linee di produzione», spiega Massimo Mauri, amministratore delegato di Seco, tracciando un profilo del partner.
Seco ha chiuso il primo semestre con un fatturato di 98,7 milioni (+0,3%) e un utile netto di 5,5 milioni (-24,7%). Numeri non esplosivi ma coerenti con le stime del gruppo e degli analisti. Inoltre, il capo azienda si aspetta che il business acceleri in modo significativo nella seconda parte dell’anno, a partire già dal trimestre in corso. «Nel terzo trimestre ci aspettiamo di crescere del 25% e poi di continuare in questa direzione grazie a un aumento del 50% dell’acquisizione di nuovi ordini», sostiene Mauri. «L’uso dell’AI nei dispositivi sull’edge sta evolvendo l’utilizzo dei macchinari stessi e sostiene un trend molto forte, che non risente nemmeno del forte incremento dei prezzi dei componenti».
Dal 2027 i conti dovrebbero incorporare i proventi del progetto con Neura Robotics. Il contributo della partnership dovrebbe aumentare di trimestre in trimestre da gennaio e coprire anche gli anni successivi, dal momento che l’accordo è a lungo termine e Seco si aspetta di vederne i risultati anche dopo il 2030. Partendo dal 2027, l’azienda ha aggiornato gli obiettivi annuali spostando il target dei ricavi da 245 a 270 milioni, come comunicato in una call con gli analisti dopo la presentazione della semestrale.
Negli anni Seco si è sviluppata come produttore di sistemi elettronici, hardware e software per usi industriali e di Internet of Things. Con Neura il campo che si apre è quello dei robot umanoidi, uno dei comparti a più alto potenziale di crescita e sotto la lente degli investitori, come ha dimostrato il debutto record di Unitree Robotics alla borsa di Shanghai (+629% nella prima seduta).
Al momento il settore è dominato dai produttori cinesi - oltre nove robot umanoidi su dieci nel 2025 sono stati venduti da società con sede in Cina - ma questo non spaventa il gruppo italiano. «La corsa agli umanoidi è appena iniziata. È vero che la Cina è avanti, ma non è una gara persa», dichiara Mauri. «L’obiettivo della partnership è proprio creare un campione europeo che possa competere a livello globale. Manca ancora un contesto europeo a sostegno del settore, ma in sede Ue sono iniziate delle conversazioni sul tema e spero che questo mega trend sia supportato».
Anche gli analisti sono ottimisti riguardo alle opportunità che il comparto può offrire a Seco. Equita, ad esempio, ritiene che «l’ingresso in questo nuovo verticale rappresenti un’ulteriore conferma del know-how tecnologico di Seco e ne rafforzi le prospettive di medio-lungo termine» dando «esposizione a un mercato ancora in fase iniziale ma caratterizzato da un elevato potenziale di crescita». (riproduzione riservata)