Il panorama economico mondiale migliora, secondo le ultime stime del Fondo monetario internazionale (Fmi), che prevede una crescita globale più solida nel 2024 e 2025. L’Fmi ha rivisto al rialzo delle sue previsioni, indicando una crescita del 3,1% nel 2024 e del 3,2% nel 2025. Questa revisione delle stime viene attribuita principalmente alla resilienza sorprendente dell'economia statunitense e di alcune importanti economie emergenti, insieme alle politiche fiscali adottate dalla Cina.
Ma c’è ancora bisogno di cautela, per l’Fmi, che avverte di non gridare una «vittoria prematura» nella lotta all'inflazione, che resta un fattore di preoccupazione.
Secondo le stime dell’Fmi, i tassi di interesse rimarranno stabili in Europa e Usa fino alla seconda metà del 2024, con una graduale riduzione successiva in linea con il raggiungimento degli obiettivi di deflazione. L'inflazione, sebbene ancora elevata, sta diminuendo più rapidamente del previsto in molte regioni del mondo, mentre le politiche monetarie restrittive continuano a essere adottate. Le previsioni dell'Fmi prevedono un tasso di inflazione globale del 5,8% nel 2024 e del 4,4% nel 2025, con una revisione al ribasso delle stime per quest'ultimo anno.
Nonostante questa prospettiva più rosea, emergono nuovi rischi. La tensione in Medio Oriente, alimentata dal conflitto in corso tra Israele e Gaza, minaccia di destabilizzare ulteriormente una regione che rappresenta una parte significativa delle esportazioni mondiali di petrolio e gas. Allo stesso modo, gli scontri nel Mar Rosso e il conflitto in Ucraina potrebbero generare ulteriori turbolenze nei mercati globali, con potenziali impatti sui prezzi dei beni alimentari, dell'energia e dei trasporti. Per quanto riguarda l'Italia, l’Fmi prevede una crescita economica dello 0,7% nel 2024 e dell'1,1% nel 2025, confermando le previsioni dello scorso anno e rivisitando leggermente al rialzo quelle per il 2025. L'Italia supera quindi il Regno Unito (+0,6%) e la Germania (+0,5%) nel 2024. (riproduzione riservata)