Sconfiggere la povertà educativa. Questo l’obiettivo di WeWorld Onlus (www.weworld.it), che da oltre 50 anni difende i diritti di donne e bambini rispondendo a un’emergenza senza precedenti. Si tratta di una vera e propria urgenza, perché questo problema ha un enorme impatto sulle comunità e conseguenze devastanti sugli equilibri mondiali e sulle generazioni future. Per questo motivo la Ong ha deciso di utilizzare i fondi del 5x1000 (c.f. 97241280151) per sostenere i progetti per garantire un’educazione di qualità a tutti. «Quello all’educazione è un diritto umano che non ammette discriminazioni o esclusioni. Riempire i banchi è la nostra missione, perché un banco vuoto è un’emergenza che riguarda tutti», sottolinea Marco Chiesara, presidente di WeWorld. «Con questo fine stiamo lavorando in diversi Paesi, tra cui: Italia, per contrastare la povertà educativa; Siria, dove il conflitto si è attenuato, ma i bambini sono lontani dall’essere in salvo; Mozambico, dove l’ultimo ciclone ha raso al suolo le scuole della provincia di Sofala; Ucraina dove i bambini che fuggono dalla guerra necessitano di trovare un po’ di normalità»
Ma puntare a un’educazione inclusiva di qualità significa anche garantire luoghi sicuri e adatti all’apprendimento. «In Siria e Mozambico ristrutturiamo gli edifici scolastici danneggiati garantendo l’accesso a studenti disabili e ripristiniamo bagni e strutture igienico-sanitarie rispettose delle differenze di genere», continua Chiesara. «Realizziamo inoltre campagne di sensibilizzazione sull’importanza dell’educazione e per promuovere il ritorno a scuola di coloro che per varie ragioni non vi stanno andando, programmi di educazione non formale per permettere agli studenti che non hanno potuto frequentare la scuola per un periodo di poter riprendere il loro percorso e accompagniamo coloro che sono a rischio di abbandono scolastico con corsi di recupero». Tali programmi prevedono anche attività ricreative condotte da personale qualificato e formato, in un’ottica di supporto psico-sociale, per permettere ai bambini di ritrovare serenità e benessere dopo i traumi subiti. Stessa attenzione per le difficoltà socioeconomiche delle famiglie: coloro che si trovano in maggiore difficoltà vengono supportati con una distribuzione di materiali scolastici. E i docenti sono sostenuti nell’acquisizione delle competenze necessarie per favorire l’apprendimento in contesti di emergenza (inclusione, supporto-psicosociale, didattica attiva ecc.).
«Dall’inizio della crisi ucraina, supportiamo, inoltre, la creazione di spazi amichevoli e sicuri per i più piccoli nei centri per persone rifugiate. L’obiettivo è quello di migliorare il benessere psicosociale di bambini e adolescenti rafforzando e promuovendo il loro sviluppo cognitivo, emotivo e sociale», conclude il presidente di WeWorld Onlus. «I Child Friendly Spaces forniscono ai minori tempo, spazio e supporto di personale competente per ripristinare o ristabilire il proprio normale corso di sviluppo attraverso attività di gioco «normalizzanti», elaborare e ridurre i livelli dannosi di stress accumulato, apprendere e condividere strategie nuove e positive per affrontare le difficoltà attraverso la socializzazione».
(riproduzione riservata)