Kkr, colosso Usa di private equity, starebbe valutando l'acquisizione del gruppo italiano Gpi Spa, quotato su Euronext Milan, specializzato nel settore della tecnologia sanitaria.
Si tratta di una società con sede a Trento fondata nel 1988 da Fausto Manzana, di cui è presidente e amministratore delegato, tra i principali fornitori di servizi informativi e amministrativi (business process outsourcing) per le strutture sanitarie italiane pubbliche e private. Nel 2016 la Spac Capital for Progress 1, promossa da Massimo Capuano, Antonio Perricone, Marco Fumagalli e Alessandra Bianchi, aveva comunicato la business combination con Gpi portandola in borsa.
Da allora, il valore del titolo, partito attorno ai 10 euro come è accaduto per molti dei veicoli speciali (Spac) che si sono quotati, è salito fino al massimo di 16,5 euro a inizio 2022 (il minimo è stato toccato sotto Covid, a marzo 2020, a 5,3 euro circa) e il 16 luglio ha chiuso a 13,04 euro per 390 milioni di capitalizzazione, dopo aver guadagnato il 24,4% da inizio anno.
Mercoledì 17 luglio, Gpi apre in rialzo del 3,4% a 13,52 euro. Gli analisti di Banca Akros confermano il rating buy e il target price di 16 euro sul titolo.
Secondo il sito della stessa Gpi, gli azionisti che detengono partecipazioni superiori al 5% dei diritti di voto sono FM Spa (fa capo a Fausto Manzana) con il 47,94% delle azioni e il 57,30% dei diritti di voto, a seguire Cdp Equity Spa, che ha il 18,42% delle azioni e il 22,32% dei diritti di voto.
Nel 2024, Gpi ha registrato ricavi per 510 milioni di euro (+17,7%), con un ebitda in crescita del 31% a 105 milioni e un utile netto da attività operative pari a 15 milioni di euro. A dicembre 2024, l’indebitamento netto era sceso a 332,7 milioni, rispetto ai 365 milioni di inizio anno.
Secondo Bloomberg, la trattativa è in fase preliminare e riguarda la possibilità di delistare la società quotata a Milano che, secondo fonti di stampa, ha incaricato l’advisor Rothschild per una cessione. Al momento, sottolinea Bloomberg, le trattative sono aperte. Un eventuale acquisto da parte di Kkr si inserirebbe nell’aumento delle operazioni di buyout in Europa, dove molte società di private equity stanno approfittando di valutazioni più contenute e di un ambiente finanziario più favorevole.
Già a maggio, Kkr aveva indicato di voler crescere fuori degli Stati Uniti, puntando sull’Europa. Tra le operazioni più recenti del gruppo si segnalano le acquisizioni di Karo Healthcare (Svezia) e Osttra (ex joint venture fra S&P Global e Cme Group), specializzata in servizi post-trade. (riproduzione riservata)