Il ceo di Ubs Sergio Ermotti esclude per ora licenziamenti in Credit Suisse, l’istituto di Zurigo salvato nel mese di marzo. Il banchiere si è espresso martedì 25 aprile durante l’incontro con gli analisti finanziari dopo i risultati del primo trimestre: «Non c'è bisogno di licenziamenti immediati», ha tagliato corto. Nelle scorse settimane erano circolate indiscrezioni su tagli fino al 30% della forza lavoro complessiva.
Ermotti ha invitato gli investitori a pazientare sull'acquisizione di Credit Suisse, promettendo però di chiarire la situazione relativa alle attività domestiche delle due banche svizzere «nei prossimi mesi. Attualmente il dibattito è totalmente basato sulle emozioni», ha detto il banchiere agli analisti, spiegando che la banca deve comprendere essa stessa gli interrogativi che questa fusione pone per poter basare le proprie decisioni «sui fatti al fine di trovare una soluzione duratura e praticabile».
Il manager, secondo quanto riporta Bloomberg, non si aspetta «ostacoli normativi per l'accordo con Credit Suisse. E non ci sarebbe nessun problema reale sulla quota di mercato in Svizzera». La concorrenza sul mercato bancario svizzero sarà sufficiente anche dopo la fusione tra le due banche: lo ha detto il presidente della direzione del primo istituto elvetico, Ermotti, nella conferenza telefonica di commento ai risultati trimestrali.
«Ci sono molte banche cantonali, molte banche Raiffeisen e molta concorrenza», ha affermato Ermotti. Raiffeisen ad esempio ha il doppio delle filiali di Ubs e Credit Suisse messe insieme, ha sottolineato il dirigente nel giorno in cui la sua società, nel comunicato per gli investitori, afferma di poter consolidare, grazie all'acquisizione di Credit Suisse, la propria posizione di banca universale leader in Svizzera.
L'utile netto attribuibile agli azionisti è sceso a 1,03 miliardi di dollari. Il dato ha deluso le attese degli analisti (1,71 miliardi), a fronte di ricavi per 8,74 miliardi (-6,8% anno su anno, contro 8,79 miliardi previsti dal consenso di mercato). Grazie all’acquisto di Credit Suisse, Ubs nel primo trimestre dell'anno ha ottenuto 28 miliardi di dollari di nuovi capitali netti nel wealth management, di cui 7 miliardi di dollari negli ultimi dieci giorni di marzo. (riproduzione riservata)