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Il caso delle fiduciarie, quando l’eccesso di trasparenza può provocare danni

di Roberto Ruozi*
10 aprile 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 20:08

Mentre Trump negli Usa persegue una marcata opacità, nel Vecchio Continente si rischia di esagerare in senso opposto

La trasparenza dei titolari effettivi delle società, identificati come coloro che detengono una partecipazione al capitale superiore al 25%, rappresenta un vecchio problema, che ha subito varie evoluzioni nel tempo. Il legislatore, sempre meno propenso alla tutela della privacy, ha concentrato la propria attenzione sull’organizzazione di un sistema informativo per facilitare la lotta contro il riciclaggio del denaro, le frodi, il finanziamento del terrorismo, la corruzione e la criminalità in generale.

Questa tendenza non si è manifestata solo in Italia, bensì anche nella maggior parte dei Paesi europei e negli Usa: in particolare negli Stati Uniti un provvedimento in materia, simile a quello in vigore in Europa, venne reso esecutivo sotto la presidenza Biden il 1° gennaio 2021.

In tempi recenti, in Italia, la pubblicità del titolare effettivo ha raggiunto l’apice con l'attuazione di norme che hanno reso obbligatoria l'istituzione del Registro dei titolari effettivi in tutte le giurisdizioni Ue. Tra l’altro, la normativa comunitaria ha esteso l’obbligo a tal punto da coinvolgere negli obblighi di segnalazione anche le società fiduciarie, alcune delle quali si sono giustamente opposte sostenendo che un simile obbligo per loro sia improprio in quanto la direttiva equipara erroneamente gli effetti giuridici dei mandati fiduciari a quelli del trust.

Il ricorso delle fiduciarie italiane

Le fiduciarie italiane hanno quindi fatto ricorso e si attende la decisione della Corte di Giustizia Europea, che sarà determinante per chiarire il novero dei soggetti obbligati all’alimentazione del Registro e per verificare la correttezza dell’equiparazione del trust al mandato fiduciario, problema che in verità, non dovrebbe neppure porsi in quanto trust e mandato fiduciario presentano caratteristiche ed effetti giuridici del tutto distinti: nel trust il disponente si spossessa dei beni conferiti, mentre con un mandato fiduciario la proprietà sostanziale dei beni amministrati rimane in capo al fiduciante.

Inoltre, il trend nella direzione della trasparenza pare ulteriormente rafforzarsi con l'entrata in vigore della direttiva europea 2025/25 che rappresenta una vera e propria trasformazione digitale del diritto societario. La norma mira a semplificare l’accesso alle informazioni societarie e ad ampliare gli obblighi informativi - generalità dei soci incluse - applicandoli non solo alle società di capitali ma anche a quelle di persone. In senso opposto sembrano invece andare gli Stati Uniti, il cui dipartimento del Tesoro ha annunciato che non applicherà la misura antiriciclaggio che impone alle aziende di comunicare le informazioni sulla proprietà effettiva.

Trump rende tutto più opaco

Non saranno quindi più comminate le sanzioni previste per il mancato rispetto della norma, ritenuta da Donald Trump oltraggiosa, invasiva e un vero disastro per le piccole e medie imprese. L’esenzione dall’obbligo di dichiarare il beneficiario effettivo riguarderà tuttavia solo le società e gli azionisti statunitensi, mentre la legge in vigore continuerà ad essere valida solo per le entità straniere.

Queste nuove disposizioni fanno parte di un più ampio programma presidenziale volto a eliminare o alleggerire una serie di norme e divieti che appesantiscono la gestione delle piccole e medie imprese americane che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Pare evidente che la filosofia adottata privilegi l’obiettivo dell’efficienza e della redditività delle imprese quasi a ogni costo, mettendo in secondo piano trasparenza e la lotta a riciclaggio, frodi, corruzione e finanziamento del terrorismo.

Si ha l’impressione che con le nuove norme Trump stia facendo un passo indietro nel buon governo della società civile. Se con la nuova amministrazione Usa si persegue una marcata opacità, in Europa, al contrario, si mira a una sempre maggiore trasparenza. Tuttavia, al fine di non arrivare a esagerati oneri e adempimenti per le aziende italiane ed europee, sarebbe opportuno anche evitare eccessi negli obblighi di segnalazione. Infatti a tutto c’è un limite oltre il quale i vantaggi di determinati provvedimenti potrebbero risultare inferiori ai danni che potrebbero causare. (riproduzione riservata)

*Professore Emerito dell'Università Commerciale Luigi Bocconi



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