Sarà sentito il 24 luglio dal tribunale di Bologna, a cinque anni precisi dallo scoppio del caso Bio-on (24 luglio 2019), Paolo Marchionni, responsabile dell’Ufficio Informazione Mercati della Consob e uno dei funzionari che si occupò dell’attacco del fondo Quintessential (Qcm) ai danni del gruppo guidato da Marco Astorri e Guido Cicognani. Si tratta di una delle giornate più attese da tutte le persone coinvolte nella vicenda, a cominciare dai piccoli azionisti, che stanno lottando da anni per cercare di capire perché i loro risparmi (e i loro sogni) siano andati in fumo con le azioni.
Saranno probabilmente molti i temi che verranno dibattuti in aula, dove si svolge il processo a carico di Astorri e Cicognani, anche se uno in particolare merita un approfondimento: il contratto tra Quintessential e Think Investments. Ma andiamo con ordine.
Come da cronache, la vicenda Bio-on è deflagrata il 24 luglio 2019, quando venne diffuso dal fondo attivista Qcm l’equity report «Bio-on Spa: una Parmalat a Bologna?», dove si mettevano in dubbio le attività e i bilanci del gruppo attivo nelle bioplastiche. Lo scopo del fondo, guidato da Gabriele Grego, era quello di speculare a ribasso, avendo dichiarato di detenere una posizione netta corta attiva sul titolo.
MF-Milano Finanza, insieme al canale televisivo finanziario ClassCnbc, ebbe modo di seguire tutta la vicenda e fin da subito fu chiaro che tutta la storia era legata a doppio filo con l’operatività ribassista di quattro hedge fund londinesi (Think Investments, Cadian Capital, Engadine Partners e Ennismore Fund Management), che a cavallo del mese di dicembre 2017 costruirono una posizione ribassista su quasi il 5% del capitale di Bio-on. A tal riguardo, rimane ancora senza risposta la domanda su chi avesse prestato ai quattro fondi le azioni per andare a ribasso, ma questa è un’altra pagina della storia.
Tornando ai rapporti tra Qcm e gli hedge fund, anche l’autorità garante dei mercati finanziari (dopo il 24 luglio) si attivò immediatamente con delle proprie indagini e il 30 luglio del 2019 (prot. 0444124/19) fece una richiesta ufficiale a Qcm. Nel dettaglio, la Consob, chiese al fondo di Grego la dimensione della posizione netta corta su Bio-on in termini di numero di azioni e di rapporto (%) sul capitale, le operazioni sulle azioni Bio-on o sugli strumenti finanziari collegati che hanno dato origine alla posizione e vari altri dettagli tecnici. Nelle richieste di Consob c’era poi l’esortazione ad indicare se esistevano relazioni con i quattro hedge fund, che avevano costruito in precedenza le posizioni ribassiste.
Il giorno dopo, 31 luglio 2019, arrivarono puntualmente le risposte del fondo Qcm, che evidenziava come il 3 luglio 2019 era stato siglato un accordo di consulenza tra Quintessential Capital Management e il fondo Think Investment, che prevedeva un compenso del 12% sui profitti generati dalla posizione netta corta in essere su Bio-on da Think Investment. Ai fini del calcolo di tali utili, il prezzo iniziale di riferimento era quello delle azioni Bio-on alla data d’inizio contratto. Un documento che lega, dunque, l’attività del fondo Qcm, con la posizione netta corta di Think Investments.
I rapporti però non sono finiti qui, perché all’interno della risposta data da Qcm alla Consob veniva evidenziato come anche con Ennismore Fund Management ci fossero dei legami «occasionali» con scambi di idee e informazioni utili nel processo di due diligence. (riproduzione riservata)