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Bond batte mutuo: 23 titoli a partire da 1.000 euro che rendono fino all’8,4% per sconfiggere il rialzo delle rate

04 agosto 2023, 19:00 Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2023, 10:25

In un anno la Bce ha alzato i tassi al 4% facendo lievitare le rate dei mutui indicizzati. Come si può correre ai ripari? Ecco una selezione di 23 bond in euro che rendono fino all’8,4%. Anche scommettendo sul debito Usa dopo il taglio del suo rating  

Bond batte mutuo: 23 titoli a partire da 1.000 euro che rendono fino all’8,4% per sconfiggere il rialzo delle rate

Difendersi dal rialzo dei tassi non è facile. In un anno il costo del denaro si è alzato in media al 4% in Eurozona rendendo complicata la gestione dei mutui casa, con le rate in progressivo e veloce aumento.

Ma limitare l'impatto dei rialzi, che non sono finiti, nelle attese dei mercati, è possibile. MF-Milano Finanza ha cercato obbligazioni dedicate al pubblico finale, il retail, con un taglio minimo di investimento da mille fino a diecimila euro e un rendimento a partire dal 4% per cercare di sterilizzare l’effetto tassi nelle tasche di chi deve pagare la casa a rate. Sono 23 le obbligazioni emesse da società e governi in euro con scadenza a breve e medio termine, dal 2025 al 2035.  

Obbligazioni da tenere in portafoglio fino a scadenza, in una fase in cui i movimenti delle banche centrali non sono finiti, per evitare di incorrere in minusvalenze provocate dal calo dei prezzi. Infatti, quando il costo del denaro è atteso salire, i valori dei bond sul mercato scendono, perché i mercati si aspettano rendimenti più alti in arrivo. Un tema che non incide sul portafoglio se le obbligazioni giungono a maturazione, vengono ripagate a 100 come al momento del collocamento.

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Re Btp

Come spiega Giacomo Alessi, l’analista obbligazionario ex Marzotto Sim (ora lavora a Londra con diverse multinazionali del risparmio gestito) che ha realizzato la tabella in esclusiva per MF-Milano Finanza, «l’inflazione statunitense assestata al 3% a giugno ha sancito che il rialzo dei tassi della Fed potrebbe essere arrivato all’ultima curva. Lo shock a cui abbiamo assistito ha sicuramente colpito i piccoli risparmiatori e debitori in quanto chiunque oggi accende un mutuo o chi ha in pancia un mutuo a tasso variabile ha subito un sostanziale rialzo della propria rata dato dalla quota interesse».

Ora, però, per chi avesse la disponibilità di investire capitale nel reddito fisso, «ci sono alcuni titoli che possono avere un rendimento più alto rispetto al tasso pagato su mutui o prestiti», riprende Alessi. Secondo cui «l’investimento principe per gli italiani è senza dubbio il Btp, il cui titolo decennale ha un rendimento interessante di oltre il 4%».

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Oltre ai classici Btp si può scommettere sui Cct. Sono titoli governativi che presentano un rendimento a tasso variabile, ovvero pagano, mediante lo stacco di cedole, un interesse variabile semestralmente. Le cedole sono infatti indicizzate al tasso dei Bot semestrali, sono quindi pari al rendimento dei Bot cui aggiungere un margine predeterminato, lo spread. I Cct pagano «l’Euribor più uno spread che si chiama discount margin, un titolo del genere a tasso variabile proteggerà sempre da immediati o prolungati rialzi dei tassi a breve termine da parte delle banche centrali», riprende Alessi. Più l’emittente è considerato rischioso, più il discount margin, aumenta come nel caso degli altri titoli a tasso variabile proposti», ragiona l’analista.

Fra i titoli proposti in tabella, il Ccts Eu con scadenza nel 2028 ha una cedola del 4,3% circa e rende a scadenza il 4,66%.

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Auto di lusso e telecom

Spostandosi invece sul debito emesso dalle società, ci sono diversi gruppi che rendono piuttosto bene. Uno fra questi è l’italiana Telecom Italia, che ha sul mercato anche un bond per retail, oltre a quelli (per la maggioranza) rivolti agli investitori istituzionali, con tagli di entrata molto più consistenti. L’emissione al 2033 rende, a scadenza, il 7,2%.

Anche il settore automotive può essere piuttosto remunerativo. Il titolo che ha raccolto maggiore interesse fra gli investitori è Porsche, riprende Alessi, «emittente nuovo che ha attinto al mercato dei capitali internazionali per la prima volta quest’anno nonostante sia not rated, privo di rating da parte delle agenzie internazionali». In questo caso, riprende l’analista, «il rischio è decisamente ridotto e potrebbe essere considerato in area A-/BBB+ secondo le metodologie delle principali agenzie». Il bond in questione scade nel 2030 e rende a scadenza attorno al 4,5%.

Rci Banque, invece, è la banca, controllata di Renault, che opera nel settore automobilistico. Il suo bond in scadenza nel 2028 rende il 4,6%.

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Le banche italiane e non

Alessi ha selezionato anche titoli di istituti finanziari, ovvero «il settore che più ha guadagnato dal repentino rialzo dei tassi dopo anni piuttosto difficili in termini di redditività». Fra queste vi sono Mediobanca, il cui bond con scadenza nel 2025 rende il 4,8% ed è piuttosto richiesto dal mercato, essendo scambiato sopra 100 (a 102,3), il valore di emissione.

L’analista ha indicato in tabella anche un’obbligazione di Intesa Sanpaolo che scade nel 2026 che rende il 4,55% a scadenza. Nella selezione compaiono anche banche tedesche quali Hamburg Commercial Bank, con scadenza nel 2025, la cui obbligazione rende il 4,8%. Si tratta del maggiore istituto specializzato in finanza per il settore marittimo, lavora nello shipping, nei trasporti, nell’ambito immobiliare e delle energie rinnovabili.

In lista è presente anche Norddeutsche Landesbank, società pubblica in mano alle regioni della Bassa Sassonia e della Sassonia-Anhalt, con sede ad Hannover e filiali a Braunschweig e Magdeburgo. In questo caso il bond che scade nel 2028 rende attorno al 4,3%.

Oltre oceano, il bond sempre in euro emesso da Goldman Sachs, fra le maggiori investment bank statunitensi, scade nel 2029 e rende il 4,2%.

Est Europa, occasione di acquisto?

Vi sono in tabella alcuni titoli governativi collocati nell’Europa dell’Est che rendono più del Btp da amministrazioni pubbliche «con un rapporto debito/pil molto più contenuto rispetto all’Italia», racconta Alessi. Il titolo della Romania, che scade nel 2029, rende il 5,7%, mentre quello della Bulgaria al 2033 rende il 4,6%.

Il bond più rischioso: Pemex

Petroleos Mexicanos ha sul mercato un bond che rende l’8,4% circa e scade nel 2025. Si tratta del gruppo petrolifero messicano che ha ricevuto pochi giorni fa un’iniezione di liquidità da parte del governo da 3,8 miliardi di dollari. «Una società super indebitata, ma strategica per il Paese», spiega Alessi. «In questo momento è alla ricerca di un revolving credit facility da 9 miliardi, pertanto i bond hanno subito molte vendite, potrebbe essere un’occasione di acquisto per gli investitori con maggiore propensione al rischio», conclude l’analista.

La scommessa storica sui T bond

 Oltre oceano, «la correlazione tra l’andamento del Nasdaq e i tassi Usa è stata palese fino ai minimi osservati nell’ottobre 2022. Da quel momento, l’indice azionario ha intrapreso un rimbalzo storico, mentre il Treasury è di fatto tornato ai minimi (coi tassi in salita)», nota Fabio Caldato, partner di Olympia Wealth Management.


Le azioni tech hanno di fatto «ignorato il movimento dei bond fino all’evento recentissimo: l’agenzia di rating Fitch ha abbassato il giudizio sul debito Usa da AAA ad AA+», un fatto che non accadeva dal 2011. Questo evento ha ricordato ai mercati che «viviamo in un universo dollaro con tassi sopra il 5% e non a tassi nulli». Di conseguenza, prosegue il gestore che lavora da Londra, «noi crediamo che tale situazione offra una grande opportunità di investimento. La possibilità di ottenere cedole così ricche da debitori prestigiosi è da non perdere».


E anche il pubblico retail, quello degli investitori finali, può trarre beneficio da questi rendimenti attraverso emissioni governative e non». Il Treasury decennale, per esempio, rende attorno al 4,18%, quello a 5 anni il 4,31%.
Il cambio euro-dollaro, inoltre, «offre oggi la possibilità agli investitori europei di diversificare in dollari ad un livello equilibrato. Investire in debito americano a breve termine al 5% e in Btp, in area 4% risulta quindi interessante».
Allargando lo sguardo, Caldato ha comprato «obbligazioni a scadenza massima di 5 anni con cedole tra il 7 e il 9% in larga parte emesse da banche italiane dal momento che questi titoli di debito subiscono poco la volatilità dei tassi» e hanno rendimenti importanti.

Il mercato dei Treasury Usa resta il mercato core del reddito fisso più grande e più liquido al mondo. E su questo settore, entrato nel faro dei mercati dopo la bocciatura di Fitch al rating degli Stati Uniti, Mark Haefele, responsabile degli investimenti di Global Wealth Management di Ubs, ha scritto una nota. Nel documento, il capo degli analisti sottolinea che il caso base, quello considerato più probabile, è che i tassi della Fed abbiano già raggiunto il picco. E che quindi sia lo scenario favorevole per il debito Usa e in generale per il settore dei bond nonostante la volatilità dei mercati che ad agosto sono entrati in una fase di nervosismo.

Haefele consiglia quindi di puntare su «titoli obbligazionari di qualità», che possono anche rivalutarsi in prospettiva sotto il profilo dei prezzi dei bond «man mano che gli investitori sposteranno la loro attenzione dai rischi di inflazione ai rischi di crescita economica». Ubs prevede quindi che il «debito governativo investment grade e sostenibile offrirà buoni rendimenti nel corso dell'anno». Le scadenze preferite sono bond da cinque a dieci anni. (riproduzione riservata)



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