In America lo chiamano Trump trade, in pratica è la scommessa sulla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali di martedì 5 novembre. Poiché il candidato repubblicano ha promesso di fare degli Stati Uniti la capitale mondiale del bitcoin, gli investitori del settore cripto puntano sulla sua vittoria e ieri, ritenendola sempre più probabile, hanno fatto salire la criptovaluta inventata da Satoshi Nakamoto a 73.153 dollari, appena lo 0,8% sotto il record di tutti i tempi toccato lo scorso 14 marzo a 73.737 dollari.
Quest’anno va di moda Polymarket, un sito di scommesse che si pagano in criptovalute: ieri assegnava a Trump il 67% di probabilità di vittoria e solo il 33% a Kamala Harris. Si sa che il giudizio è falsato dal pregiudizio favorevole a Trump da parte di chi possiede criptovalute, però i vaticini di Polymarket sono seguiti con attenzione anche dai media mainstream. Nonostante Bloomberg abbia rilevato che sia tutto merito dell’1% degli scommettitori di Polimarket, che ci puntano così tanti dollari da fare aumentare in maniera clamorosa le probabilità di Trump. Insomma, i trumpiani investirebbero i loro soldi non per vincere la scommessa ma per influenzare l’elettorato dando all’ex presidente l’aura dell’inevitabile vincitore. Fatto sta che il settore cripto crede a questa finzione o meglio crede che anche gli elettori non bitcoiner ci credano e così il Btc sale.
Per fare capire il clima: sabato scorso si è tenuto a Lugano il Plan B Forum, una delle più importanti conferenze sul Bitcoin a livello mondiale. Uno dei dibattiti più seguiti aveva come tema «il Bitcoin in politica». Moderato da Philip Karageorgevitch, principe ereditario di Jugoslavia, il panel ha visto, tra gli altri, la partecipazione di Anthony Scaramucci, uno dei protagonisti di Wall Street che nel 2017, per soli dieci turbolenti giorni, è stato direttore delle comunicazioni alla Casa Bianca durante la presidenza Trump. Scaramucci ha fondato SkyBridge Capital, fondo che investe anche in criptovalute e dal palco di Lugano ha chiesto ai circa 2.000 spettatori chi diventerà presidente degli Usa: Donald Trump? Molti hanno alzato la mano. Kamala Harris? Nessuna mano alzata, a parte quella di Scaramucci, fiducioso che i Democratici alla fine non si riveleranno così ostili come sembrano nei confronti del Bitcoin. (riproduzione riservata)