Il Bitcoin è tornato a quota 100.000 dollari per la prima volta da febbraio. Merito certo dell’accordo sui dazi tra Stati Uniti e Regno Unito ma anche di notizie relative al mondo cripto, a partire da Coinbase, la più grande borsa Usa di criptovalute, che acquisirà la piattaforma concorrente Deribit per circa 2,9 miliardi di dollari. L'accordo prevede un esborso di 700 milioni di dollari in contanti e di 11 milioni di azioni ordinarie Coinbase di classe A.
Mercoledì 7 maggio, inoltre, Strike, una delle principale società statunitensi native del settore cripto, ha lanciato un servizio di prestiti garantiti da Bitcoin. Il co-fondatore e ceo, Jack Mallers, che ha rivestito un ruolo chiave nell'operazione di adozione del bitcoin come valuta legale in El Salvador, ha postato su X: «Non dovresti dover vendere l'asset con le migliori performance nella storia dell'umanità per accedere al denaro contante. Ora non è più necessario. Accedi al tuo patrimonio in Bitcoin senza venderlo. Prendi in prestito valuta fiat. Hodl ("tieni", ma con le lettere di "hold" invertite, ndr.) #bitcoin».
Dicono tutto del sentiment attuale le scuse di Geoffrey Kendrick, responsabile per gli asset digitali di Standard Chartered. «Mi scuso», ha scritto in una nota. «Per Bitcoin, il target di 120 mila dollari entro il secondo trimestre potrebbe essere troppo basso». Un mese fa, l'analista aveva affermato che Btc potesse toccare un nuovo massimo storico, attorno a 120 mila dollari, entro il secondo trimestre del 2025, sostenuto da una riallocazione strategica di diversificazione dagli asset statunitensi e da un'accumulazione da parte dei grandi investitori, le cosiddette "balene". Ora, però, l'esperto sostiene che quelle stime potrebbero essere conservative. «Il contesto dominante su Bitcoin è cambiato ancora. Dapprima era legato alla correlazione con gli asset rischiosi, poi alla fuga dagli asset Usa. Adesso è tutta una questione di flussi e questi arrivano da molte direzioni», ha spiegato Kendrick.
Mentre Sui Chung, ceo di Cf Benchmarks, ha sottolineato che il rally del Bitcoin è alimentato «non solo dal momentum positivo dei prezzi, ma anche da un cambiamento più ampio nel sentiment istituzionale, evidente sia nei dati sulla volatilità che nel comportamento del mercato dei derivati».
L'indice di volatilità di Bitcoin di Cf Benchmarks ha registrato un calo nelle ultime sedute, scendendo di oltre il 20% nell'ultimo mese. «Questo indica che, mentre i prezzi stanno salendo, il premio implicito di rischio del mercato si sta riducendo», ha osservato Chung.
Storicamente, i rally delle criptovalute sono stati accompagnati da una maggiore volatilità, sottolinea l'esperto, aggiungendo che la dinamica inversa che stiamo osservando «suggerisce un mercato in cui la scoperta del prezzo è sempre più influenzata da flussi di capitale stabili e informati».
A rafforzare ulteriormente questo sentimento, ha sottolineato Chung, «la struttura delle opzioni del Cme mostra una chiara inclinazione positiva», indicando che gli operatori di mercato stanno pagando un premio per posizioni al rialzo. «La combinazione tra compressione della volatilità e posizionamenti asimmetrici segnala una crescente fiducia nella solidità di questo rally», ha concluso il ceo. (riproduzione riservata)