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Un rapporto fotografa l'evoluzione del settore in Italia

I trasporti e l’e-commerce

di Nicola Capuzzo
14 maggio 2021, 11:32 Ultimo aggiornamento: 11:38

In crescita le operazioni di m&a e l’interesse per i magazzini last-mile. Ma la shipping neutrality rimane ancora un fattore da guardare con attenzione

Continua ad andare forte il commercio elettronico in Italia, e anche i servizi di logistica e di spedizioni evolvono di pari passo. Secondo l’ultimo report sull’ecommerce elaborato dalla Casaleggio Associati, dopo anni di crescita senza sosta, nel 2020 il fatturato dell’ecommerce tricolore è rimasto stabile a 48,25 miliardi di euro (-1% rispetto al 2019), ma crescono i settori tempo libero (che rappresenta il 48% del fatturato totale grazie in particolare a gioco online, hobbistica e sport), centri commerciali (+36% sul 2019), assicurazioni (+6%), alimentare (+63%), elettronica (+12%) e moda (+12%).

Il capitolo sulla logistica spiega che le spedizioni generate dall’ecommerce sono aumentate del 103% durante il lockdown e del 68,5% nel post lockdown, a dimostrazione che il trend non intende interrompersi: gli operatori di supply chain e logistica nel 2020 hanno dovuto fare i conti con grossi volumi di lavoro legati alle consegne B2C e crescenti aspettative da parte dei consumatori, tenendo conto delle misure di sicurezza incrementali legate alla pandemia.

Tutti i big della logistica hanno visto crescere l’attività e realizzato investimenti importanti. Particolare attenzione nell’analisi è stata rivolta al concetto di shipping neutrality, ossia il fatto che gli operatori di logistica e spedizioni offrano lo stesso trattamento a tutti i player e-commerce. Diversi player e-commerce lamentano di aver ricevuto un servizio peggiore rispetto ai grandi player, con ovvi riflessi sul consumatore.
Tra le misure adottate dei commercianti online si segnalano partnership one-to-one con operatori logistici più piccoli e del territorio in ottica di prossimità e personalizzazione, incarichi a piattaforme e-commerce locali per la gestione della spedizione di prodotti che altrimenti non avrebbero usufruito di una struttura digitale, ricerca di partner terzi (broker logistici) e lo sfruttamento di hub logistici in città, su piccoli spazi di smistamento per le consegne last mile.
In calo il livello di soddisfazione delle aziende e-commerce italiane nei confronti dei servizi di spedizione nel 2020. Oltre a dover trovare soluzioni alternative, molti operatori hanno perso fatturato per la mancata gestione della spedizione da parte dei distributori nel momento di picco delle richieste. Per questi e altri motivi, i servizi di spedizione sono stati valutati soddisfacenti solo dal 25% degli intervistati (44% lo scorso anno), mentre cresce la quota di chi pensa che il servizio sia migliorabile (65%) e anche di chi pensa di cambiare fornitore (10%).
Per risolvere i problemi legati alla spedizione si pensa all’internalizzazione del magazzino in carico all’azienda (60% degli e-commerce italiani), che permette più controllo su stock e spedizione, a discapito della logistica di magazzino gestita dai marketplace (scelti dal 2% degli intervistati, contro il 9% del 2019).
Nonostante il 33% degli acquisti fatti online nel 2020 sia stato spedito tramite dropshipping (tramite player come Oberlo, BigBuy e Yakkyofy), questa soluzione ha perso appeal secondo gli operatori e-commerce intervistati (per il 7%). Il 17% delle aziende decide di affidarsi a partner terzi per la gestione del magazzino e cresce di qualche punto chi adotta soluzioni alternative per il deposito merci, così come aumenta chi non necessita di un magazzino perché vende prodotti digitali.
Anche in Italia le spedizioni si stanno allineando al trend della personalizzazione. Amazon nel 2020 consente di scegliere giorno e fascia oraria per la consegna dei pacchi. Zalando, invece, nel terzo trimestre 2020 ha fatturato il +21,6% grazie anche alla nuova partnership con Poste Italiane che consente di ritirare e restituire i pacchi presso 12 mila uffici postali autorizzati e attraverso il network Punto Poste (7.300 tabaccherie, 200 negozi affiliati e 350 locker). Un altro esempio è la piattaforma di spedizioni e di confronto tariffe Truckpooling che lo scorso anno è cresciuta del 50% e che dà la possibilità di personalizzare la consegna. M&A anche per logistica e spedizioni.
Poste Italiane nel 2020 ha aumentato la personalizzazione del servizio attraverso l’acquisizione di Milkman e Sennder, startup di consegna nell’ultimo miglio. (riproduzione riservata)

 



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